La prima sfida è l’elezione dei capigruppo in Camera e Senato, prima riunione giovedì 13 ottobre

Dopo il trionfo della Meloni alle Politiche è scattato il conto alla rovescia per l’avvio della 19esima legislatura repubblicana.

Ma cosa succede adesso?

LA CAMERA

La prima riunione delle Camere è fissata per giovedì 13 ottobre mentre la settimana precedente avverrà la registrazione dei parlamentari eletti.

A Montecitorio la seduta inaugurale verrà presieduta dal più anziano per elezione tra i vicepresidenti della legislatura precedente. In loro mancanza, a presiedere sarà il deputato più anziano per età. Con lo stesso criterio verranno scelti quattro segretari d’Aula.

A seguire, la seduta verrà sospesa e verrà convocata la Giunta provvisoria delle Elezioni per verificare le opzioni compiute dai deputati eletti in più circoscrizioni o contemporaneamente nella quota uninominale e proporzionale e i nomi dei subentranti.

Quando la seduta verrà ripresa, si passerà all’elezione del presidente per cui sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti della Camera in prima battuta. Al secondo e terzo scrutinio servirà la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dalla quarta votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.

Se non si dovesse raggiungere un ampio accordo tra le forze politiche, è prevedibile che l’elezione del presidente avvenga tra la mattina e il pomeriggio di venerdì 14.

Entro due giorni dalla prima seduta, inoltre, i deputati dovranno dichiarare a quale Gruppo appartengono e nei successivi due giorni verranno convocati i Gruppi stessi per l’elezione degli organi direttivi, a partire dal presidente.

Entro lunedì 17 è probabile che verrà convocata una nuova seduta per l’elezione dell’Ufficio di presidenza (quattro vicepresidenti, tre questori e i segretari).

IL SENATO

Per quanto riguarda il Senato, si procede nello stesso modo, con un’eccezione: per l’elezione del presidente è richiesta dapprima la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Se non si raggiunge un risultato nemmeno così, il Senato procede al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. Quindi entro il pomeriggio di venerdì 14 ottobre si conoscerà il nome del nuovo presidente del Senato.

Entro tre giorni dalla prima seduta, ogni senatore è tenuto ad indicare il Gruppo del quale intende far parte, mentre la riunione per la nomina dei vertici viene convocata dal presidente entro 7 giorni dalla prima seduta.

IL GOVERNO DA MATTARELLA

Probabilmente intorno a giovedì 20 ottobre potrebbero iniziare le consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per conferire l’incarico e formare l’Esecutivo.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI