L’inviata delle Nazioni Unite ha parlato di “un nuovo livello di disperazione” dopo i disordini civili scoppiati nel Paese

Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza i funzionari dell’Onu ad Haiti hanno denunciato una “catastrofe umanitaria” nel Paese, dove la situazione ha raggiunto “un nuovo livello di disperazione” dopo settimane di violenze e saccheggi.

«Crisi economica, crisi delle gang e crisi politica si sono unite creando una catastrofe umanitaria – ha raccontato l’inviata delle Nazioni Unite ad Haiti Helen La Lime – Prima dello scoppio di questi ultimi disordini civili, circa 4,9 milioni di haitiani avevano bisogno di assistenza umanitaria. Nelle ultime due settimane, gli attacchi al Pam (Programma Alimentare Mondiale) hanno causato la perdita di duemila tonnellate di aiuti alimentari per un valore di cinque milioni di dollari, destinati ai 200.000 più vulnerabili nel prossimo mese». La Lime ha spiegato, inoltre, che il terminal petrolifero di Varreux, il più grande del Paese, è “assediato da più di una settimana” dalle bande.

«Invece dei progressi sperati e sognati, oggi la situazione ad Haiti ha raggiunto un nuovo livello di disperazione» ha dichiarato la vice direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale Valerie Guarnieri, sottolineando che il prezzo medio del paniere alimentare è salito del 52% in un anno.

«Ci aspettiamo che la sicurezza alimentare si deteriori ulteriormente quest’anno – ha proseguito Guarnieri – superando il record di 4,5 milioni di persone in crisi, di cui 1,3 milioni in stato di emergenza».

Il ministro degli Esteri haitiano Jean Victor Geneus, presente all’incontro, ha assicurato che per quanto riguarda la violenza, “salvo casi isolati, la situazione è generalmente sotto controllo ed è tornata la calma in diverse parti del Paese”.

Filippo Grandi confermato a capo dell’Agenzia per i rifugiati (UNHCR)

L’Assemblea Generale dell’Onu, su raccomandazione del segretario generale Antonio Guterres, ha confermato Filippo Grandi Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

Grandi, al suo secondo mandato, rimarrà alla guida dell‘UNHCR per altri due anni e mezzo, dal 1 luglio 2023 al 31 dicembre 2025.

Guterres avrebbe voluto chiedere all’Assemblea generale di prorogare il mandato per cinque anni, ma l’Alto Commissariato ha preferito optare per i due anni.

Prima di arrivare all‘UNHCR, Grandi ha lavorato nella cooperazione internazionale per oltre 30 anni, concentrandosi sulla condizione dei rifugiati rifugiati e sul lavoro umanitario. È stato commissario generale Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) dal 2010 al 2014, dopo aver ricoperto il ruolo di vice commissario. Prima ancora, è stato vice rappresentante speciale del segretario generale in Afghanistan.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/Johnson Sabin