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Quattro forti esplosioni, ci sono vittime e feriti. Stazioni metro sotterranee adibite a rifugi

Alba di sangue a Kiev: la capitale ucraina si è svegliata sotto i missili ed è scattata l’allerta aerea in tutto il Paese, innescando anche durissime reazioni internazionali: per domani è stato convocato un G7 straordinario. Le stazioni della metro sotterranee sono state adibite a rifugi e ci sarebbero vittime e feriti secondo quanto riporta Rainews, ma mancano dettagli più precisi.

Stando a quanto riferito dal viceministro della Difesa ucraina Hanna Maliar, Mosca avrebbe lanciato oltre 83 missili e usato 17 droni iraniani per attaccare l’Ucraina solo questa mattina, colpendo Kiev, Leopoli, Pryluky, Khmelnytskyi, Dnipro, Nizhyn, Zhytomyr e Kharkiv dalle regioni del Mar Caspio e di Nizhny Novgorod. La difesa ucraina ha accusato anche lanci di droni iraniani dalla Bielorussia.

All’ora di pranzo la portavoce della Polizia Nazionale Maryana Reva ha diffuso il primo bilancio ufficiale, che parla di almeno 10 civili ucraini uccisi e oltre 60 feriti in 14 regioni dell’Ucraina. Sarebbe stato colpito anche il consolato tedesco a Kiev. Nelle sole aree residenziali di Zaporizhzhia tra ieri e oggi sono morte 16 persone, con un centinaio di feriti. «Il volto di un paese terrorista spregevole che può solo uccidere civili che dormono»: così il segretario del consiglio comunale in esilio Anatoly Kurtev.

Il presidente Putin ha dichiarato di aver lanciato anche “massicci attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina“, minacciando una “dura” risposta se Kiev dovesse proseguite con i suoi attentati terroristici, confermando le ipotesi che l’intensificazione dei bombardamenti costituisca una risposta alla distruzione del ponte di Kerch in Crimea.

Durante l’attacco arriva anche il commento del leader ceceno Ramzan Kadyrov: «ti avevamo avvertito, Zelensky, che la Russia non aveva ancora iniziato. È meglio che scappi prima di essere colpito».

Dopo quasi 6 ore di allerta, il Ministero russo della Difesa ha fatto sapere che “gli obiettivi degli attacchi di precisione in Ucraina“, fra i quali comandi militari, centri di comunicazione e impianti energetici, “sono stati raggiunti e colpiti“.

Potrebbe, tuttavia, non essere finita: il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha infatti commentato l’accaduto su Telegram scrivendo che “la prima puntata è andata in onda, ce ne saranno altre“. «L’obiettivo delle azioni future della Russia dovrebbe essere lo smantellamento completo del regime politico dell’Ucraina», ha aggiunto. In riferimento all’attacco al ponte di Crimea, l’ha definito “un atto terroristico e un sabotaggio commesso dal regime criminale di Kiev” annunciando che “la risposta della Russia non può che essere la distruzione diretta dei terroristi. Questo è ciò che i cittadini russi si aspettano“. Ancora, nell’intervista con la giornalista Nadana Friedrichson ha dichiarato: «l’autore di questo crimine è lo Stato “fallito” dell’Ucraina. Sulle responsabilità di questo atto terroristico non ci sono dubbi e non c’erano. Tutte le conclusioni sono state tratte».

Intanto, l’ambasciata statunitense ha esortato tutti i cittadini americani a rifugiarsi e a “lasciare l’Ucraina ora, utilizzando le opzioni di trasporto via terra disponibili privatamente qualora questo sia possibile in condizioni di sicurezza“.

Intorno alle tre di pomeriggio, ora italiana, nella Capitale ucraina è tornato a risuonare l’allarme anti-aereo. Data la situazione complicata, per ragioni di sicurezza la Croce Rossa ha deciso di interrompere temporaneamente le sue operazioni in Ucraina.

Terrore da Kiev a Zaporizhzhia

Secondo il sindaco della città, Vitalii Klitchko, le esplosioni sarebbero avvenute nel quartiere centrale di Shevchenkiv.

Attacchi anche su Zaporizhzhia: è stato centrato un condominio e anche qui ci sono vittime.

Tra le zone della capitale prese di mira c’è il centralissimo distretto di Shevchenkiv. “Le macchine stanno bruciando e le finestre delle case sono state frantumate. Ci sono morti”, ha scritto in un tweet il deputato ucraino Oleksiy Goncharenko, aggiungendo che un missile è caduto “proprio nel centro della città”.

Esplosioni sono avvenute anche a Leopoli, la più importante città dell’area occidentale dell’Ucraina, Zhytomyr, Dnipro e Ternopil.

Il presidente Zelensky è intervenuto subito a mezzo social: “L’allarme aereo non si placa in tutta l’Ucraina. Ci sono missili che colpiscono. Purtroppo ci sono morti e feriti. Si prega di non lasciare i rifugi. Prenditi cura di te e dei tuoi cari. Teniamo duro e diventiamo forti“. E intanto denuncia: “stanno cercando di spazzarci via e cancellarci”.

Si continua a discutere sull’attacco al Ponte di Kerch, che collega la Russia alla Crimea: secondo l’ex comandante supremo della Nato Wesley Clark l’attentato sferrato dall’Ucraina è stato “molto significativo” sul piano psicologico e non c’è dubbio che Kiev sferrerà ulteriori attacchi contro quell’infrastruttura.

I bombardamenti proseguono per tutta la mattina, tanto che sono è stata disposta la chiusura delle scuole fino a venerdì.

Fronte economico

Von der Leyen ha annunciato l’arrivo di un nuovo pacchetto di sanzioni, che va a colmare i gap dei precedenti: «Le sanzioni stanno mordendo e lo vediamo nell’economia russa che si sta assolutamente deteriorando. La produzione, ad esempio, di automobili è quasi giunta a un punto fermo. Impariamo da un pacchetto all’altro sull’elusione e le scappatoie. In questo pacchetto abbiamo detto che se prendi merci europee e le porti in paesi terzi per poi portarle in Russia, la persona o l’entità che lo fa sarà elencato da noi».

Von der Leyen ha ribadito poi il suo sostegno ai tribunali internazionali per i crimini di guerra: «Sosteniamo fortemente i tribunali internazionali sui crimini di guerra, che devono essere portati davanti alla legge. Fin dall’inizio abbiamo aiutato l’Ucraina a raccogliere le prove che sono molto importanti e, naturalmente, a sostenere le squadre investigative che si recano regolarmente in Ucraina. È della massima importanza che coloro che sono responsabili di questi crimini siano ritenuti responsabili. E questa è la base del nostro Stato di diritto e dello Stato di diritto internazionale».

di: Micaela FERRARO

aggiornamenti di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/STATE EMERGENCY SERVICE OF UKRAINE