La ricorrenza è stata istituita per diffondere consapevolezza su questo disturbo che impedisce a chi ne soffre di parlare ed esprimersi
Tra ieri e oggi decine di monumenti italiani si sono tinti di viola: il 15 ottobre ricorre infatti la Giornata nazionale dell’afasia, promossa dalla Fondazione Carlo Moro, dalla Federazione delle associazioni italiane afasici e da A.L.I.Ce – Associazione per la Lotta all’Ictus cerebrale.
L’afasia è un disturbo che impedisce alla persona di parlare ed esprimersi, con gravi ripercussioni sulla vita personale e lavorativa di chi ne soffre che, non di rado, arriva all’isolamento sociale.
Questo disturbo colpisce il 30% dei pazienti che hanno subito un danno nelle aree del cervello responsabili de linguaggio, perlopiù nell’emisfero sinistro. Questo danno può essere la conseguenza diretta di un ictus, di un trauma cranico, di tumori o di malattie neurodegenerative.
La patologia non riguarda dunque la capacità di ragionare o di formulare pensieri, ma intacca la capacità di comprendere ciò che gli altri dicono verbalmente oltre alle facoltà di espressione verbale, di leggere o scrivere.
Le difficoltà riscontrate sono direttamente proporzionali al danno inflitto nella zona: allo stesso modo, l’esito delle terapie che comprendono principalmente esercizi logopedici dipende dalla gravità della lesione cerebrale.
In Italia si stimano dai 22mila ai 99mila nuovi casi di afasia registrati ogni anno. Di recente anche l’attore Bruce Willis aveva dichiarato di soffrire di questo disturbo.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/CIRO FUSCO