Sono arrivate nella notte le conclusioni dei 27 sull’emergenza energetica e sulle misure da mettere in campo. Von der Leyen: “price cap servirà per correggere il mercato”

Si è concluso positivamente il Consiglio Ue iniziato ieri a Bruxelles e conclusosi ieri notte con un accordo: sul tavolo il pacchetto di misure per rispondere all’emergenza energetica, tra opinioni discordanti dei 27 Paesi membri discusse in 12 ore di meeting.

Ad annunciare il raggiungimento di un accordo è stato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel: «il Consiglio Ue ha raggiunto un accordo sull’energia. Prevalgono unità e solidarietà. Si è concordato di lavorare su misure per contenere i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese», ha spiegato.

A soddisfare tutte le parti in causa ci ha pensato l’ambiguità delle conclusioni che lasciano aperte tutte le possibilità avanzate di fronte alle difficoltà dovute al conflitto in Ucraina e al testa a testa con la Russia.

Le misure approvate dai 27

Sottolineando “l’urgenza delle decisioni concrete“, l’accordo include un nuovo benchmark complementare al Ttf, la piattaforma aggregata per il gas, volontaria ma obbligatoria per una quota del 15% del volume totale degli stoccaggi in Europa, l’incentivazione delle rinnovabili fino a un price cap al gas nella formazione dell’elettricità. La proposta della Commissione avanzata lo scorso 18 ottobre, quindi, resta sostanzialmente invariata.

Sul price cap la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha così detto: «istituiremo un meccanismo di correzione del mercato proprio per limitare gli episodi di prezzi eccessivi del gas e per fare in modo che ci sia un chiaro ordine nella costruzione del mercato».

L’ipotesi di un nuovo Sure sull’energia, invece, caldeggiato dalla Francia ma non dalla Germania, resta aperta. La Commissione è chiamata a fare “un’analisi dei costi e benefici sulla misura” che, per compensare il differenziale tra prezzo amministrato e prezzo di mercato, comporterebbe un peso eccessivo sui conti pubblici di diversi Paesi membri. Allo Sure 2 Macron alterna l’utilizzo dei 200 miliardi di prestiti ancora disponibili nel RePowerUe.

Macron: “avanti spediti per la solidarietà finanziaria”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha descritto anche quale sarà a suo dire la road map da seguire: entro l’inizio di novembre “si esprimerà molto chiaramente” sul price cap “e andremo avanti spediti anche sulla solidarietà finanziaria“, come detto da Macron. «Le prossime due, tre settimane sono quelle che permetteranno alla Commissione europea di esprimersi molto chiaramente sul meccanismo. A fine ottobre, inizio novembre avremo questo meccanismo che potrà essere esplicitato e dunque implementato. E, in particolare sul corridoio di prezzo sul gas e di solidarietà finanziaria penso si possa andare molto spediti», ha spiegato il capo dell’Eliseo.

Italia soddisfatta

Si apre anche la possibilità di un possibile nuovo debito comune: nell’accordo infatti figura “la mobilitazioni di rilevanti strumenti a livello nazionale e Ue” con l’obiettivo di “preservare la competitività globale dell’Europa e per mantenere il level playing field e l’integrità del mercato unico“.

A proporre quest’ultima misura era stata proprio l’Italia. L’ipotesi inclusa nell’accordo, dunque, soddisfa il premier Mario Draghi secondo il quale le proposte italiane sono state accolte dal vertice. «È andata bene», è stato il commento del primo ministro, al suo ultimo vertice Ue.

La Germania si apre alle possibilità

Sul tema del debito pubblico apertura della Germania: «abbiamo preso una decisione che dà mandato alla Commissione europea di indagare su ciò che è possibile fare – ha spiegato il cancelliere tedesco Olaf Scholz. – Il focus è ovviamente sui fondi che abbiamo già. C’è ancora bisogno di discutere molto, il dibattito continuerà». Al termine del Consiglio europeo Scholz ha aggiunto: «noi vogliamo limitare i picchi, non è un “cap”. Non pensiamo che in un mercato globale possiamo dire dove dovrebbero essere i prezzi».

La Lettonia guarda ai ministri dell’energia

È apparso soddisfatto il primo ministro della Lettonia Krišjānis Kariņš che, arrivando al secondo giorno del vertice, ha definito quella di ieri “un’ottima discussione” con l’accordo di “fare tutto il possibile per abbassare i prezzi dell’energia“. «L’intesa finale dipenderà davvero dai ministri dell’energia. Sono abbastanza convinto che potranno risolvere tutto, ma se necessario abbiamo anche deciso che se necessario affronteremo di nuovo il problema», ha dichiarato.

Sanchez: “Spagna ruolo chiave”

Non da meno la Spagna che dice di riconoscersi in “molte” delle misure accordate. «Insieme ad altri, abbiamo esercitato un ruolo chiave, sempre propositivo e costruttivo», ha affermato il premier Pedro Sánchez, da Bruxelles, dopo l’ultimo Consiglio Ue.

Ue per l’Ucraina

Al termine del Consiglio europeo Von der Leyen e Michel sono tornati a concentrarsi sul tema dell’Ucraina. La presidente della Commissione ha riferito che l’Unione darà all’Ucraina 1,5 miliardi di euro al mese il prossimo anno in aiuti finanziari per sostenere le esigenze base dello stato, per un totale di 18 miliardi di euro. Il presidente del Consiglio, invece, avanza l’ipotesi dell’uso degli assetti congelati alla Russia come strumento per la ricostruzione dell’Ucraina.

Von der Leyen: “sempre più tensioni nei rapporti con Pechino”

La presidente Von der Leyen, nelle dichiarazioni al termine del Consiglio, si è anche rivolta ai rapporti con la Cina di Xi Jinping: «stiamo vedendo un’accelerazione nelle tensioni, il presidente Xi continua sulla sua strada di una maggiore assertività e autosufficienza della Cina, che comprende la dominazione del sudest asiatico e una crescente influenza nel mondo, compresa la sua partnership senza limiti con la Russia: tutto questo influenza le nostre relazioni con Pechino. Dobbiamo essere vigili sulle nostre dipendenze, rinforzare le nostre capacità e le relazioni con fornitori affidabili», ha spiegato.

Di fronte a Mosca, dunque, al momento l’Europa resiste unita.

di: Alessia MALCAUS

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