Percepire, analizzare, comprendere e riacquistare fiducia: Francesca Corrado ci racconta il “ciclo dell’errore”

Trasformare il fallimento in un’opportunità: è questa la lezione che ci racconta Francesca Corrado, lezione che lei stessa ha imparato dopo che una serie di piani della sua vita non sono andati come programmato. Nella sua Scuola di fallimento si lavora sul mindset delle persone per imparare a fare scelte più consapevoli e a prevenire gli errori.

Come sono strutturati i percorsi all’interno della scuola?
«Siamo partiti dal “ciclo dell’errore” che consiste in un viaggio che fa l’errante attraverso cinque tappe. Inizialmente si lavora sulla percezione dei propri errori e dell’errore altrui. Poi viene l’analisi, in quanto per imparare dai propri sbagli si deve riflettere sull’errore. Dopo, bisogna prendere consapevolezza trasformando l’errore in un’opportunità. In seguito si impara a sdrammatizzare i propri errori per riderne con gli altri; infine, si acquista fiducia nelle proprie capacità e risorse. Questo viaggio ha preso forma in un gioco di carte che segue queste tappe. Da questo sono nati tutti gli altri percorsi, costruiti sulla base del target di riferimento e degli obiettivi».

Nella nostra società il fallimento è considerato un demone, come mai?
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Il fallimento viene percepito e trattato diversamente a seconda del contesto geografico e religioso. In Paesi di matrice cattolica il fallimento è considerato un peccato. Diversamente, nei Paesi di matrice protestante, il fallimento non è più visto come un qualcosa di indelebile, se si sbaglia si può porre rimedio all’errore. In Italia, se un imprenditore fallisce, non gli viene più data la possibilità di fare impresa o di ripagare il suo danno, è la stessa normativa che ha contribuito a considerare il fallimento come un tabù nel nostro Paese. Pertanto, da un aspetto religioso si passa a delle conseguenze pratiche».

Le persone vivono tutte il fallimento allo stesso modo?
«C’è una differenza sostanziale nella percezione, nelle motivazioni e nella reazione al fallimento che riguarda principalmente genere, età e nazionalità. L’educazione alla perfezione che ricevono le donne e le alte aspettative nei loro confronti di una società che le giudica più duramente quando commettono un errore fa sì che le donne si espongono e rischiano meno e sentono maggiormente un sentimento di vergogna per il loro errore. Diversamente, gli uomini non provano vergogna ma temono il giudizio di chi si trova più in alto nella scala gerarchica. I giovani hanno una tendenza al perfezionismo, aumentata dai social network; dunque, reagiscono male quando la perfezione non viene raggiunta. L’adulto invece reagisce meglio all’errore, sia per ragioni biochimiche che per un’abitudine al feedback negativo a cui la generazione dei giovani di oggi non è abituata».

Francesca Corrado, fondatrice della Scuola di fallimento

Quanto è importante il fallimento per chi decide di fare impresa?
«Per chi fa impresa il rischio del fallimento c’è sempre. Chi non evolve, ad esempio, può andare incontro al fallimento derivante dal fare le cose sempre nella stessa maniera quando il contesto di riferimento cambia. Al contempo, chi fonda una start up rischia il fallimento perché dà vita a qualcosa che prima non c’era. Fallire non è mai bello perché comporta del dolore ma qualora accadesse bisogna analizzarlo per fare meglio la volta successiva. Coloro che arrivano al successo hanno fatto tanti errori ma hanno avuto la capacità di trasformarli a loro vantaggio».

In Italia le donne scelgono meno di fare impresa per paura di fallire, che cosa occorre per trovare il coraggio?
«L’impresa ti assorbe, quindi molte donne, a causa di ragioni legate alla conciliazione di famiglia e lavoro, scelgono di non fare impresa. Dunque, servirebbe creare una rete di supporto per le imprenditrici così da poter discutere, commentare e soprattutto supportarsi fra loro. Servirebbero anche dei corsi di autostima che aiutino a capire che la perfezione non esiste ed è proprio nell’imperfezione che si cela l’eccellenza. Accanto a tutto questo sono necessari incentivi economici da parte dello Stato».

Come sottolinea Francesca Corrado, le donne hanno più paura di avere successo e per questo falliscono molto di più a causa dell’autosabotaggio. Pertanto, è importante imparare ad essere consapevoli dei propri errori, per non ripeterli ma farne di migliori.