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A parlare è il presidente dell’Associazione bancaria italiana

«Le banche in Italia mantengono quasi i due terzi dei mutui a tasso fisso, con tassi di raccolta in continuo aumento, e, su richiesta, possono allungare la durata dei mutui per chi è in regola con i pagamenti o realizzare surroghe». Lo ha detto all’assemblea dell’Abi Antonio Patuelli, presidente Associazione bancaria italiana.

«La lotta all’inflazione è la priorità non solo delle Banche centrali e non può dipendere solo dalle politiche monetarie – ha continuato -. Occorrono strategie rigorose contro ogni evasione fiscale, per la riduzione del debito pubblico in rapporto al pil e in cifra assoluta, e contro la spirale di crescita dei prezzi, quando l’euro è più robusto della vecchia lira italiana e limita l’inflazione».

Patuelli ha chiesto una sostituzione delle regole dell’Eba (l’Autorità bancaria europea) che sono troppo rigide rigide per chi è in ritardo sui pagamenti delle rate dei mutui e che non consentono alle banche una maggiore flessibilità.

«In Italia le banche non hanno rendite di posizione e vengono da anni difficilissimi per crisi di imprese e del debito sovrano, recessioni, epidemie, catastrofi naturali, cui hanno fatto e fanno fronte con grandi aumenti di capitale, accantonamenti e ristrutturazioni – ha proseguito Patuelli -. Salvo nel caso di una banca nazionalizzata, le banche in Italia hanno dovuto farsi carico delle forzate risoluzioni e degli altri oneri delle crisi e dei salvataggi di banche concorrenti».

Ad intervenire anche Matteo Salvini dicendo che il governo si aspetta che le banche italiane “permettano alle famiglie di pagare il mutuo a tasso variabile allungandone la scadenza”. Ha poi spiegato che “la rata rimane uguale, magari invece di pagarlo in dieci anni lo paghi in quindici anni perché in questo momento tante famiglie, artigiani, imprenditori non ce la fanno a star dietro a questa rata che qualche genio in Europa ha deciso che debba aumentare”.

Anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti si è espresso sulla questione nel corso dell’assemblea: «l’azione delle Banche centrali per contrastare l’inflazione ha portato all’adozione di politiche restrittive che cominciano a rallentare la domanda globale. Tale azione è comprensibile ma parimenti comprensibile è la preoccupazione per gli effetti recessivi per le maggiori economie europee, ancora sotto stress a causa della pandemia e del conflitto russo-ucraino».

di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/TINO ROMANO