Secondo gli States la competenza non è della Procura italiana
È stata negata l’estradizione dell’uomo di 50 anni, con doppia cittadinanza italiana e statunitense, accusato di aver perpetrato per anni violenze sessuali nei confronti della figlia, oggi 26 enne, sin da quando ne aveva 6.
I fatti si sono svolti fra Sagrado, dove l’uomo viveva con la figlia in provincia di Gorizia, e gli Stati Uniti, dove poi è fuggito. Oggi l’uomo vive a Palestine, in Texas, e in passato era già stato coinvolto in un procedimento penale per violenza sessuale ai danni di un’altra figlia.
Il sostituto procuratore di Gorizia Giulia Villani, nelle indagini preliminari, ha emesso un capo di imputazione nei confronti dell’uomo per violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima e dal rapporto di parentela.
Secondo la pm “con più azioni di uno stesso disegno criminoso” l’uomo costringeva la figlia a subire “da quando aveva sei anni fino a dopo che ne aveva compiuti diciotto ripetuti atti sessuali nella camera da letto della sua abitazione“.
La Procura ha inoltre chiesto alle autorità statunitensi di “procedere alla identificazione dell’uomo e di notificargli l’avviso di garanzia, invitandolo a eleggere domicilio in Italia, in modo poi da poterlo sottoporre – in caso di rinvio a giudizio – a un processo“.
Risposta negativa dagli Stati Uniti però, secondo cui, lo spiega il difensore dell’uomo e direttore dell’Alta scuola estradizioni, “riteniamo che l’Italia non sia competente a giudicare, ma che lo sia la Corte statunitense. Auspico che gli Usa concedano la massima tutela all’indagato, mettendolo al riparo anche da future richieste delle autorità italiane“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/ERIK S. LESSER