Aveva 83 anni e nel 1969 guidò la rivolta della popolazione contro il regime, mai sopita
Nel 1969 guidò l’insurrezione armata nelle Filippine, una guerriglia che 53 anni dopo non si è ancora conclusa: è morto oggi al’età di 83 anni Josè Maria Sison. È stato il Partito comunista filippino ad annunciare il decesso del leader maoista. Sison era in esilio in Olanda dal 1987, dove è morto in un ospedale di Utrecht.
La guerriglia civile esplose in seno a una popolazione impoverita e sfruttata, e si acuì sotto la dittatura di Ferdinando Marcos (1972-86).
Nessun negoziato con il regime è ancora riuscito a imporre la pace fra i combattenti maoisti e il Governo, nemmeno con l’ascesa al potere di Rodrigo Duterte che si è sempre dichiarato un socialista allievo di Sison.
«Il proletariato filippino e la gente che soffre e fatica piangono la morte del loro maestro e luce guida» si legge nel comunicato del Partito comunista. Di tutt’altro calibro il commento del Ministero della Difesa filippino secondo cui con la morte di Sison sarebbe venuto meno il “macigno” che ostacolava il dialogo: «diamo una possibilità alla pace nelle Filippine» chiede ancora il Governo.
di: Marianna MANCINI