È morto a 97 anni. Ha raccontato la sua storia nell’autobiografi “Europa, Europa”, che ha ispirato l’omonimo film
Si è spento a 97 anni in Israele Solomon Perel, sopravvissuto alla Shoah fingendosi nazista. Lo ha riferito il Jerusalem Post.
Nato nel 1925 a Peine, nella Bassa Sassonia, nel 1935 Sally – così era soprannominato – fugge da un pogrom con la sua famiglia di immigrati ebrei russi dalla Germania per stabilirsi in Polonia.
Dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale, Perel si ritrova da solo in Unione Sovietica, viene accolto in un orfanotrofio e poi si arruola nella gioventù comunista. L’istituto viene distrutto da un bombardamento tedesco e Perel, catturato dalla Wermacht, dichiara di essere tedesco e “ariano”, scampando alla fucilazione.
Sally si riappropria della sua identità ebraica dopo la fine del conflitto. Nel 1948 combatte sul fronte di Gerusalemme nella guerra arabo-israeliana.
La storia di Perel è diventata famosa grazie alla sua autobiografia Europa Europa, pubblicata in Italia da Guanda. Il volume ha ispirato l’omonimo del 1990 diretto da Agnieszka Holland e interpretato da Marco Hofschneider. La pellicola ha vinto il Golden Globe 1991 come Miglior film in lingua straniera ed è stato candidato all’Oscar.
di: Francesca LASI
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