AFGHANISTAN DONNE AFGHANE AFGANE

Ue ai talebani: riconsiderino posizione del lavoro femminile. Il regime al potere ha vietato alle donne afghane di lavorare per le agenzie, i fondi e i programmi Onu

Il consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede ai governanti talebani in Afghanistan di revocare i divieti e le restrizioni imposti alle donne.

Il voto è stato unanime e ha compreso Stati Uniti, Cina e Russia: un forte segno della preoccupazione globale per le azioni dei talebani. Un momento di unità molto rara che ha riunito al tavolo Paesi al momento in forte tensione tra di loro per via della guerra in Ucraina.

L’appello dell’Ue

L’Unione europea si rivolge al regime talebano al potere in Afghanistan a favore delle donne a cui è stato vietare di lavorare per le Nazioni Unite.

Come si legge in una dichiarazione dell’alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell, l’Ue ha appreso con “profondo shock” la notizia del divieto per le donne afghane di lavorare per le agenzie, i fondi e i programmi dell’Onu ed “esorta” i talebani “a consentire alle donne di partecipare in modo equo e significativo alla fornitura di aiuti e servizi“.

«Qualora le attività non possano essere proseguite in linea con l’approccio di principio dell’Ue sul fatto fornire aiuti in modo non discriminatorio, indipendentemente dal genere, il sostegno a tali attività sarà riconsiderato – si legge ancora nella dichiarazione. – L’Ue invita i talebani a mantenere le loro promesse e a dimostrare la loro capacità di rispettare e tutelare i diritti umani e di fornire servizi di base all’intera popolazione dell’Afghanistan, in linea con le loro precedenti dichiarazioni e promesse».

Come prosegue Borrell, la decisione “discriminatoria dei talebani aggrava ulteriormente la situazione delle donne e delle ragazze in Afghanistan e costituisce una violazione del diritto internazionale sui diritti umani (compresi i trattati di cui l’Afghanistan è parte) e dei principi umanitari“. «Questa decisione pone le donne in una posizione sempre più vulnerabile e ha ripercussioni dirette e pericolose per la vita, poiché vietare alle donne di lavorare interrompe la fornitura di aiuti umanitari, bisogni e servizi di base a gran parte dell’intera popolazione afgana, comprese donne, bambini e uomini», aggiunge e conclude il funzionario europeo.

di: Alessia MALCAUS

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ALEXANDER NEMENO/AARCHIVIO ANSA/DEF