La multinazionale che va a braccetto con la scienza dal 1998

Sono diventati “famosi” durante la pandemia, quando si è iniziato a parlare di test e analisi quotidianamente. Da sempre la sanità necessita ogni giorno di apparecchiature e tecnologie per diagnosticare tempestivamente le patologie, migliorare la gestione del paziente e ridurre i costi. Per questo c’è Alifax, il gruppo nato nel 1998 che fornisce soluzioni diagnostiche all’avanguardia a strutture pubbliche e private. Ce ne parla il Fondatore e Presidente, dott. Paolo Galiano.

Come nasce e a cosa si dedica Alifax?

«Alifax viene costituita nel 1998 e inizia a distribuire diagnostici ad uso chimico clinico per laboratori pubblici e privati. Oltre ad importare test diagnostici da vari produttori esteri, abbiamo iniziato a sviluppare prodotti esclusivi per offrire soluzioni diagnostiche con alti standard qualitativi. Il cardine del nostro successo è stato brevettare le nostre tecnologie innovative che ci hanno garantito una crescita continua nel mercato mondiale. Con l’utilizzo della fotometria capillare quantitativa abbiamo migliorato e velocizzato un test per la rilevazione della VES, che richiede soli 20 secondi (contro i 60 minuti circa del metodo tradizionale). Questo ci ha permesso di diventare il leader mondiale per la VES con un parco macchine di oltre 12 mila strumenti installati presso cliniche ed ospedali, esportando in oltre 120 Paesi al mondo».

Quali sono i vostri punti di forza?

«La forza di Alifax risiede nella messa a punto e nell’utilizzo di tecnologie d’avanguardia come il Light laser scattering con il quale è possibile rilevare la presenza di batteri in campioni biologici in solo tre ore rispetto alle 24 ore dei metodi tradizionali. L’utilizzo della tecnologia ATR-FTIR permette di rilevare in un solo minuto le specie batteriche in un campione di sangue dopo il classico esame colturale. Abbiamo messo a punto un sistema basato su lab-on-chip in biologia molecolare per identificare le specie batteriche e le loro resistenze agli antibiotici nei campioni di sangue e fornire quindi ai clinici un valido supporto per la gestione del paziente critico. Grazie ad importanti collaborazioni con centri universitari ed ospedalieri nazionali ed internazionali abbiamo validato a livello tecnico e clinico i nostri sistemi analitici tra queste, l’azienda universitaria ospedaliera di Padova ha contribuito in modo significativo alla validazione del test della VES pubblicando i risultati su prestigiose riviste scientifiche. Oltre a rivoluzionare l’esame della VES in soli 20 secondi migliorandone le performance, siamo stati i primi al mondo ad introdurre l’utilizzo di smart card a crediti per l’esecuzione di un test peculiare che, rispetto ai precedenti metodi, non richiede l’uso di una provetta dedicata e altri reagenti, ma utilizza lo stesso campione di sangue prelevato dal paziente per l’emocromo».

Che progetti avete per il futuro?

«In Alifax ogni giorno promuoviamo ricerca e sviluppo con un programma costante di investimenti, occupandoci di tutte le attività di progettazione ed industrializzazione di nuovi strumenti, tecnologie e applicazioni. Inoltre, abbiamo recentemente iniziato un progetto in collaborazione con istituti di riferimento per lo sviluppo di anticorpi monoclonali seguito dal nostro gruppo Protein Science con sede a Trieste al fine di produrre anticorpi monoclonali antagonisti per terapie immuno funzionali in applicazione a nuovi farmaci antitumorali».

Oltre alle tre sedi italiane di Udine, Padova e Trieste, Alifax ha aperto cinque filiali commerciali in Spagna, Germania, Brasile, Cina e Russia. Con una naturale propensione all’innovazione, una produzione all’avanguardia e la conoscenza maturata nel settore dei diagnostici in vitro, l’azienda veneta vanta oggi numerosi brevetti a livello mondiale e oltre 200 pubblicazioni scientifiche.