Originari della città slovena di Lipizza, la loro candidatura come patrimonio culturale immateriale è stata presentata a livello multinazionale come simbolo di unione tra popoli
Nuove preziose entità immateriali entrano a far parte del patrimonio culturale Unesco: dopo la baguette, questa volta tocca all’allevamento dei cavalli Lipizzani.
Il riconoscimento è stato annunciato lo scorso 1° dicembre la 17esima sessione del Comitato del Patrimonio Culturale Immateriale a Rabat, in Marocco, presieduto dallo scorso febbraio dall’italiano Pier Luigi Petrillo.
La candidatura dell’allevamento dei cavalli Lipizzani è stata presentata a livello multinazionale per dare rilievo a una tradizione antichissima ma simbolo di unione tra popoli con una medesima identità culturale legata all’amore per gli animali.
I cavalli Lipizzani prendono il nome dalla città di Lipizza, in Slovenia, e le prime testimonianze della loro esistenza risalgono al 1580. Vennero usati a lungo per trainare le carrozze dei monarchi e nell’esercito.
L’Organo degli Esperti Mondiali della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, detto Evaluation Body, è stato istituito nel 2003 ed è composto da 6 esperti mondiali che valutano le candidature al Patrimonio.
di: Alessia MALCAUS
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