Azione contro la Fame è già al lavoro sul campo per fornire supporto umanitario, sanitario e psicologico alla popolazione duramente colpita dalle piogge dei giorni scorsi

Oltre 1.000 morti e 10 miliardi di dollari di danni: è questo il bilancio della gravissima alluvione che ha messo in ginocchio il Pakistan.

Nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati registrati altri 29 morti e 87 feriti, raggiungendo 1.191 vittime, oltre a un milione di case danneggiate e 468 mila persone sfollate.

L’eccezionalità dell’evento ha messo subito in moto la macchina del terzo settore che nel Paese vede in prima linea l’organizzazione Azione contro la Fame, attiva sul campo dal 1979.

Le operazioni umanitarie si concentrano nelle province più colpite di Sindh e Balochistan e comprenderanno una serie di interventi di sicurezza alimentare, sostegno alla salute fisica e mentale e supporto igienico, con la distribuzione di latrine e kit igienici, stazioni di lavaggio delle mani e la promozione dell’igiene anche per scongiurare un aggravamento epidemico del colera già diffuso nella regione.

«La solidarietà internazionale è fondamentale per rispondere adeguatamente ai bisogni immediati – spiega il direttore di Azione contro la Fame Simone Garroni. – È necessario stanziare al più presto maggiori fondi».

«La catastrofe che questo Paese sta vivendo ci chiama ad intervenire subito, ma anche a riflettere sugli effetti di un clima impazzito che, lo ricordiamo, è una delle tre cause strutturali della fame nel mondo – prosegue Garroni. – Si tratta di un fatto che sarebbe criminale continuare a ignorare e per il quale è urgente un impegno straordinario da parte della comunità internazionale, a cominciare dalla prossima Conferenza per il clima COP27».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/BILAWAL ARBAB