Grazie all’esperienza pluriennale dei suoi fondatori la startup punta ad essere riconosciuta nel mondo per farmaci all’avanguardia
Il mercato oculare mondiale vale oltre 27 bilioni e questo i fondatori di Anbition lo sanno bene. La startup è nata nel 2018 dall’incontro tra studiosi esperti nel settore della ricerca applicata alle biotecnologie e Davide Rosiello, CEO e fondatore del gruppo BIOVIIIx. Nello specifico l’attività si concentra sullo sviluppo di nuove tecnologie e molecole efficaci per la diagnosi e il trattamento delle malattie dell’occhio. A spiegarci l’attività nel dettaglio è stato proprio Rosiello.
Di cosa si occupa Anbition?
«Anbition si è sviluppata all’interno di BIOVIIIx, un’azienda farmaceutica napoletana che opera nel campo delle coagulopatie e delle malattie rare e che ci ha permesso di investire senza finanziamenti statali. La startup è frutto del nostro gruppo di ricerca interno costituito da scienziati esperti che lavorano all’interno di laboratori attrezzati. Questi studiosi hanno creato cinque nuove molecole, chiamate peptidi multimerici ramificati contenenti aminoacidi non naturali, aventi un’attività antitumorale e particolarmente adatti all’inibizione terapeutica delle interazioni proteina/proteina per il trattamento delle malattie legate all’angiogenesi. Le cure attualmente presenti sul mercato sono ottime ma hanno tutte una forma farmaceutica che prevede l’iniezione intravitreale e sono già sul mercato da molti anni. La nostra grande novità e rivoluzione è stata quella di riuscire a creare una pillola, che si assume per via orale, ed è un ecosistema completamente differente e non invasivo. Il grande impegno è stato rendere il farmaco in grado di passare la barriera vitreale».
Che riconoscimento hanno ricevuto i peptidi?
«Le molecole create hanno ottenuto brevetti in tutto il mondo. Queste certificazioni hanno comportato un enorme investimento da parte dall’azienda che adesso è alla ricerca di fondi per investire in sviluppo a fronte di una quota di equity. Al momento stiamo parlando con diversi fondi perché la vera difficoltà del sistema finanziario è fare il primo fundraising, dopo è tutto in discesa».
Le prove di pre-clinica hanno confermato che le curve terapeutiche del prodotto ideato sono nettamente più efficaci rispetto a quelle già presenti sul mercato. Ora Anbition attende la validazione di non tossicità da parte di aziende specializzate per passare al successivo step. Quello dei farmaci è un processo lungo e complesso, che può durare numerosi anni dalla scoperta fino all’approccio sul mercato. Nonostante la scena del mercato sia quasi sempre occupata dai colossi, Anbition punta all’obiettivo e non rinuncia finché non lo avrà raggiunto.