Sunak verso l’approvazione di nuovo invio massiccio di artiglieria nel 2023
Si giocano tutti sulla difesa aerea questi giorni di conflitto in Ucraina, con la Russia che continua a sferrare attacchi missilistici e Kiev che assicura: «abbiamo imparato a respingerli». Anche questa notte infatti un attacco ha colpito Kiev, nel cui spazio aereo sono stati rilevati oltre 20 droni di fabbricazione iraniana; almeno 15 di questi sono stati abbattuti mentre gli altri hanno raggiunto e colpito un punto critico dell’infrastruttura energetica della Capitale.
La guardia dell’Ucraina rimane alta anche al confine con la Bielorussia dove si tiene pronta a “tutti i possibili scenari di difesa“. L’allerta è cresciuta anche dopo l’annuncio di Putin che si recherà in visita a Minsk: «chiunque pieghi Minsk a qualsiasi cosa non lo aiuterà come qualsiasi altra idea malata in questa guerra contro l’Ucraina e gli ucraini» ha detto questa notte Zelensky nel suo videomessaggio quotidiano.
«Durante questi colloqui verranno elaborati dei piani operativi per un’ulteriore aggressione contro l’Ucraina con un ampio coinvolgimento delle forze armate bielorusse» ha confermato a tal proposito il comandante delle forze congiunte ucraine Serhiy Nayev.
Sunak annuncia l’invio di artiglieria per il 2023
È dal palcoscenico del JEF, il Joint Expeditionary Force summit a Riga, che il premier britannico Sunak annuncerà il nuovo piano di forniture di armi all’Ucraina, un piano di “centinaia di migliaia di proiettili d’artiglieria” nell’ambito di un contratto da 250 milioni di sterline, pari a 286 milioni di euro).
Sunak è impegnato nel vertice, che riunisce una dozzina di Paesi nordici e baltici (precisamente Danimarca, Finlandia, Estonia, Islanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia), anche per sollecitare gli altri alleati a garantire un’adeguata assistenza militare all’Ucraina. La Gran Bretagna è il principale fornitore europeo di aiuti militari difensivi all’esercito ucraino.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/SERGEY KOZLOV