RENZI CALENDA

I due leader discutono tramite tweet

Ancora scintille tra Calenda e Renzi per la nascita del Terzo Polo.

Carlo Calenda interpellato sulla riunione, prevista per oggi, giovedì 13 aprile, dice «non so se oggi ci sarà una nuova riunione, ma lui non viene alle riunioni. Non ci ho parlato, perchè lui parla solo con Obama e Clinton. Il partito non lo riusciremo a fare, perché non lo vuole fare», continua.

Le frasi del leader di Azione colgono alla sprovvista Italia Viva: «mentre Calenda dichiarava noi eravamo con  Matteo Renzi e tutti i senatori, a partire da Gelmini e gli altri, a trovare una soluzione al documento, in aula».

Sembra quindi non esserci nessun accordo, anzi altre tensioni al punto che l’alleanza tra Azione e Italia Viva, sembra vicina alla rottura. “Ieri IV ha confermato di voler deliberare lo scioglimento (con effetto 2024) solo dopo aver saputo il vincitore del congresso e di voler continuare a fare politica attraverso IV almeno per tutto il ’24. Idem sul prendere impegni economici concreti verso il nuovo partito”, ha scritto Carlo Calenda su Twitter e prosegue: “noi invece eravamo pronti a prendere subito impegno su scioglimento e a girare tutte le risorse per fare la campagna delle europee. Abbiamo preso impegno con gli elettori di fare un partito unico, non una scatola vuota aggiuntiva. Nella proposta presentata vi erano (come in quella prima) tutti gli elementi di democrazia e contendibilità. Del resto a differenza di IV Azione ha fatto tutti i congressi comunali, provinciali, regionali, nazionali”, ha concluso il leader di Azione.

Dopo il “primo round” di ieri, terminato alle 22 dopo oltre tre ore di acceso confronto, continua lo scontro tra Calenda e Renzi. Il leader di Azione interpellato sulla riunione, prevista per oggi, del Comitato che lavora al partito unico del Terzo Polo, afferma che “non so se oggi ci sarà una nuova riunione, ma lui non viene alle riunioni. Non ci ho parlato, perchè lui parla solo con Obama e Clinton”. Quindi rimane incerto l’incontro   chiamato a decidere tempi e modalità del processo di federazione dei due partiti che, negli auspici dei proponenti, porterebbe alla formazione del cosiddetto “Terzo Polo”. “Il partito non lo riusciremo a fare, perché non  lo vuole fare”. Rincara Carlo Calenda, intercettato  questa mattina da Enrico Lucci. 

Le parole di Carlo Calenda che dichiara  finito il progetto del partito unico, per colpa di Matteo Renzi, e  quindi ‘disdice’ la riunione prevista nel pomeriggio coglie di  sorpresa Italia Viva. “Mentre Calenda dichiarava noi eravamo con  Matteo Renzi e tutti i senatori, a partire da Gelmini e gli altri, a  trovare una soluzione al documento, in aula”, si spiega da Iv

E la risposta dell’alleato arriva subito:“in queste ore ci sono polemiche inspiegabili dentro il Terzo Polo. Ne sono molto dispiaciuto anche perché non vedo un motivo politico per la rottura”, scrive il Matteo Renzi. “Eviterei di inseguire le polemiche e i retroscena. Andrei al sodo. Ieri Azione ha presentato un documento, a noi va bene con piccole modifiche assolutamente accettabili. Le abbiamo pubblicate: i vecchi partiti si sciolgono con l’elezione del Segretario nazionale del partito unico. Se Calenda ci sta, noi firmiamo. Se Calenda ha cambiato idea, lo rispettiamo e ne prendiamo atto”, ha concluso il leader di Italia Viva.

Il dibattito su Twitter

“Matteo Renzi queste volgarità nascondono un nervosismo esagerato. Semplicemente hai provato a darci una fregatura e sei stato rispedito al mittente. Questa volta lo ‘stai sereno’ non ha funzionato. Fine”, ha scritto Calenda su Twitter in riferimento a frasi attribuite all’ex premier che avrebbe dato del “pazzo” all’ex ministro.

L’ufficio stampa di Italia Viva nega le frasi.

“Ieri Iv ha confermato di voler deliberare lo scioglimento (con effetto 2024) solo dopo aver saputo il vincitore del congresso e di voler continuare a fare politica attraverso Iv almeno per tutto il ‘24. Idem sul prendere impegni economici concreti vs nuovo partito. Noi invece eravamo pronti a prendere subito impegno su scioglimento e a girare tutte le risorse per fare la campagna delle Europee”, continua sul social il leader di Azione.

“Abbiamo preso impegno con gli elettori – aggiunge – di fare un partito unico, non una scatola vuota aggiuntiva. Nella proposta presentata vi erano (come in quella prima) tutti gli elementi di democrazia e contendibilità. Del resto a differenza di Iv Azione ha fatto tutti i congressi comunali, provinciali, regionali, nazionali. Infine abbiamo preteso che vi fosse una clausola che riprendesse quella etica del Parlamento europeo sui conflitti di interesse. Questo è quanto. Il resto sono armi di distrazione di massa”, conclude Calenda.

In risposta arriva anche un tweet dell’ex premier: “in queste ore ci sono polemiche inspiegabili dentro il Terzo Polo. Ne sono molto dispiaciuto anche perché non vedo un motivo politico per la rottura. Eviterei di inseguire le polemiche e i retroscena. Andrei al sodo. Ieri Azione ha presentato un documento, a noi va bene con piccole modifiche assolutamente accettabili – scrive Renzi – Le abbiamo pubblicate: i vecchi partiti si sciolgono con l’elezione del Segretario nazionale del partito unico. Se Calenda ci sta, noi firmiamo. Se Calenda ha cambiato idea, lo rispettiamo e ne prendiamo atto”.

“Quanto alla Leopolda: chi conosce quell’esperienza sa che è un momento bello di confronto politico tra generazioni e storie diverse. È un momento in cui tante persone si avvicinano alla politica. Dire che non può essere più fatta la Leopolda non ha senso. La facciamo con migliaia di volontari dal 2010, non vedo perché dovremmo smettere di farla oggi in un momento in cui la politica va difesa dai populismi e dai sovranismi. Il mio è un appello finale basta polemiche, rimettiamoci al lavoro tutti insieme. Noi ci siamo, consapevoli della responsabilità verso tanta gente che ci chiede di tornare a sognare, non di volare rasoterra”, conclude il leader di Italia Viva.

Il commento di Richetti

«Renzi oggi ha confermato che farà la Leopolda. In totale trasparenza la Leopolda è un evento promosso e finanziato da Italia Viva. Quindi Italia Viva non si scioglie. Renzi dice che lo farà il 30 ottobre e allora perché non lo deliberiamo oggi per il 30 ottobre? Non lo fa perché prima vuol vedere chi vince il congresso», ha detto Matteo Richetti di Azione a Tagadà su La7.

«Non capisce che stiamo facendo tutti una figura del cavolo? Quella di un gruppo dirigente che dice ‘lo facciamo, lo facciamo’ e arrivati in zona Cesarini il superamento dei partiti che dovrebbero dar vita al nuovo soggetto non c’è».

di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI