L’attrice, già ambasciatrice Unhcr, denuncia l’inazione della comunità internazionale contro la “disumanizzazione” della guerra in Medio Oriente
Già ambasciatrice dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, Angelina Jolie torna a parlare del dramma umano della guerra, e lo fa senza fare sconti a nessuno. Con un post su Instagram l’attrice denuncia i leader mondiali, rei di complicità per non aver agito con abbastanza fermezza.
«Questo – scrive Jolie – è il bombardamento deliberato di una popolazione intrappolata che non può fuggire da nessuna parte. Gaza è stata una prigione a cielo aperto per quasi due decenni e sta rapidamente diventando una fossa comune».
L’attrice sottolinea anche come il 40% delle vittime non siano altro che bambini innocenti.
Così, “mentre il mondo sta a guardare e con il sostegno attivo di molti governi, milioni di civili palestinesi (bambini, donne, famiglie) vengono puniti collettivamente e disumanizzati, mentre vengono privati di cibo, medicine e aiuti umanitari in violazione del diritto internazionale“.
L’accusa tocca anche i suoi “ex” dell’Onu, impossibilitati dai leader mondiali a imporre un cessate il fuoco umanitario a entrambe le parti.
Nel corso del suo impegno come ambasciatrice dell’Unhcr, Angelina Jolie ha visitato oltre 40 aree di crisi fra cui Libia, Bosnia, Haiti, Congo, Siria e Iraq.
Lo scorso anno l’attrice si è poi dimessa dal suo ruolo: «sento – dichiarava nel 2022 – che è giunto il momento di lavorare in modo diverso, impegnandomi direttamente con i rifugiati e le organizzazioni locali e sostenendo la loro azione di advocacy per trovare soluzioni».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/JIM LO SCALZO