Da 107 anni, la corsa rosa rapisce l’attenzione e infiamma milioni di appassionati. Dall’omaggio alla tragedia di Superga alla Capitale, che Giro sarà

La Grande partenza del Giro d’Italia 2024 è sabato 4 maggio, a Torino. Un luogo, un percorso e una data scelti per rendere omaggio alla tragedia di Superga, avvenuta in quel giorno, 75 anni fa. La salita alla basilica fa parte della tappa, Quella di Oropa torna protagonista nella seconda tappa a 25 anni dall’impresa di Marco Pantani. L’ultima tappa, domenica 26, si disputerà a Roma, come già avvenuto nel 1911, 1950, 2009, 2018 e 2023.

Un Giro contemporaneo

Il Giro d’Italia è ricco di storia e tradizione, oltre che di bellissimi panorami, ma non basta ad attirare lo spettatore moderno, abituato a seguire le tappe in diretta, dall’inizio alla fine; una cosa ardua anche per il primo degli appassionati in caso di lunghe tappe pianeggianti, durante le quali i corridori restano per ore compatti. Gli organizzatori dell’edizione 2024 sembra abbiano preso in considerazione questa necessità, creando un percorso incisivo e versatile con distanze di tappa più brevi, nonché una giornata sulla ghiaia della Toscana e una cronometro multipla. 

Il Giro 2024 sarà  la Corsa Rosa più breve dal 1979, con percorsi adatti a gare d’attacco, grazie a una lunghezza tra i 175 e i 200 chilometri; relativamente brevi se pensiamo alla tappa più lunga della storia del giro, la Lucca-Roma, di 430 chilometri, vinta dal leggendario Costante Girardengo, nel Giro 1914

Costante Girardengo in una foto d’epoca – ANSA/Wikipedia

Inoltre, diverse tappe iniziano con partenze in salita, che dovrebbero costituire terreno privilegiato per l’affermazione di una fuga, mentre le tappe di montagna sono sparse lungo l’intero percorso. Questo può creare un’interessante battaglia per la classifica generale. Con un totale di 68,2 chilometri di cronometro, infine, sembra cercare di attirare i più grandi corridori di Grand Tour di questa generazione. 

Sebbene nel Giro ci sia un contributo relativamente leggero alle alte montagne rispetto al Tour de France, coloro che lottano per la maglia rosa dovranno comunque affrontare alcune sfide significative. L’ultima settimana del Giro d’Italia 2024 è ricca di salite ripide: le tappe 15, 16 e 17 sembrano una serie brutalmente difficile di tappe di montagna, con la tappa 16 che include la famosa salita dello Stelvio. Nella speranza che la battaglia per la classifica generale venga combattuta fino alla fine, la tappa 20 prevederà due salite del Monte Grappa, prima che la gara si concluda con la tradizionale tappa sprint in piano a Roma. E c’è anche molto per i velocisti, con otto potenziali arrivi di gruppo.

Inoltre, sembra che anche gli organizzatori del Giro d’Italia abbiano ascoltato le richieste di trasferimenti più brevi tra le tappe, con un percorso molto più fitto rispetto agli anni precedenti. Dopo la partenza, lla gara si dirige lungo la costa ligure verso Lucca. Da allora, la corsa passa per Napoli prima di risalire la costa adriatica fino al Lago di Garda. 

L’alta montagna inizia nella quindicesima tappa quando i corridori si dirigono in alto nelle Alpi, attraverso la Svizzera. I corridori trascorreranno l’ultimo giorno di riposo in quota a Livigno e la terza settimana di gare sarà costellata di montagne delle Dolomiti. Un lungo trasferimento a Roma concluderà il Giro.

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Le tappe da non perdere

Tappa 6: Viareggio-Rapolano Terme, 9 maggio 

La sesta tappa del Giro d’Italia 2024 ha il potenziale per essere decisiva, non a causa dei metri di dislivello sulla tappa, ma a causa delle strade sterrate che i corridori dovranno affrontare. Si tratta di una assoluta novità. Partendo da Viareggio il gruppo affronterà i tratti Vidritta e Bagnaia delle Strade Bianche, seguiti da un nuovo tratto della Pievina. Arrivo a Rapolano Terme in leggera salita, oltre a numerose salite lungo il percorso.

Tappa 7: Foligno-Perugia (crono individuale), 10 maggio

La prima corsa contro il tempo arriva il settimo giorno di gara. Una cronometro pianeggiante, in gran parte non tecnica, di 37,2 km verso Perugia dovrebbe vedere velocità medie estremamente elevate che saranno ostacolate solo dall’ascesa finale di quarta categoria nel capoluogo

Tappa 15: Manerba del Garda-Livigno (Mottolino), 19 maggio

La quindicesima tappa vede l’inizio di una dura settimana di montagna ed è anche la tappa più lunga del Giro d’Italia 2024 con i suoi 220 km. La prima salita della giornata è il Colle San Zeno che è lungo 13,8 km con una pendenza media del 6,6%. Segue una breve discesa prima che i corridori risalgano costantemente la Valle Camonica per superare l’Aprica. Per concludere una tappa estremamente dura i corridori affronteranno il Passo d’Eira, che con gli ultimi 2 km risale la pista da sci del Mottolino. Nel complesso, si prevede che questa sarà una delle battaglie per la classifica generale più cruciali della gara fino a questo punto.

Tappa 16: Livigno – Santa Cristina Val Gardena, 21 maggio

Passo Stelvio – ANSA/ /GIAMPAOLO RIZZONELLI

Il gruppo partirà da Livigno e affronterà il mitico Passo dello Stelvio (20,2 km al 7,2%), la Cima Coppi 2024. Si sale fino a quota 2758 metri, un record per il Giro. Questa sedicesima tappa, lunga 202 chilometri, presenterà  un dislivello di 4.350 con brevi passaggi sul Passo di Eira e sul Passo di Foscagno. A dodici chilometri dall’arrivo si trova la cima del Passo Pinei (23,4 km al 4,7%) e una volta in cima inizierà una veloce discesa e i corridori, proprio come nella tappa precedente, dovranno affrontare una breve ma ripida salita finale. Il traguardo sarà a Santa Cristina di Val Gardena, con una salita di seconda categoria lunga 7,6 chilometri e una pendenza media del 6,1%.

Tappa 17: Selva di Val Gardena-Passo del Brocon, 22 maggio

La tappa 17 è un’altra tappa di arrampicata estremamente impegnativa, con un brutale dislivello nonostante la sua breve distanza. L’intensa giornata inizierà con il Passo Sella (8,9 km al 7,4% di pendenza media) seguito da un tratto pianeggiante in Val di Fassa. Successivamente i corridori affronteranno il Passo Rolle di 19 km, poi il più breve Passo Gobbera di terza categoria. Il Brocon Pass di 13,3 km arriva per la prima volta con circa 50 km rimanenti della tappa, e i corridori lo oltrepasseranno una seconda volta per finire la tappa. Con una lunghezza di 14 km e una pendenza media del 14%, questo è il terreno privilegiato per un’altra resa dei conti tra gli uomini della classifica generale.

Tappa 20: Alpago-Bassano del Grappa, 25 maggio

La penultima tappa del Giro 2024 è l’ultima occasione per gli scalatori di apportare modifiche significative alla classifica generale. Sebbene l’inizio sia relativamente pianeggiante, la prima salita del Monte Grappa arriva dopo 80 km di corsa. Con i suoi 18,2 km e una pendenza media dell’8,1%, il Monte Grappa è estremamente impegnativo, soprattutto se affrontato due volte in una tappa. È prevista una veloce discesa fino all’arrivo a Bassano del Grappa dove verrà decretato il vincitore della tappa. Poi lungo trasferimento verso la Capitale per il gran finale.

I protagonisti

Tadej Pogacar

Tadej Pogacar – EPA/Olivier Hoslet

Lo sloveno è l’indiscusso favorito dell’edizione 2024. Sarà la sua prima volta alla Corsa Rosa, all’interno di una stagione inedita dove prenderà parte anche al Tour de France e alle Olimpiadi. Si presenta in Italia in ottime condizioni, dopo un avvio di stagione eccellente. Debutto con vittoria alla Strade Bianche seguito dal podio alla Sanremo. Tadej si è imposto nell’unica corsa a tappe disputata, il Giro della Catalogna, e ha poi chiuso la sua primavera con la grande vittoria alla Liegi. Il due volte vincitore del Tour ha tutte le carte in regola per mettere le mani sul trofeo senza fine.

Romain Bardet

Il francese è uno dei corridori più esperti e affidabili del gruppo. Sarà al via del suo 16esimo Grand Tour, la terza presenza alla Corsa Rosa. I due podi al Tour de France risalgono ormai a più di 7 anni fa, ma il corridore della dsm-firmenich PostNL sembra aver ritrovato la gamba giusta. Il secondo posto alla Liegi è un chiaro segnale mandato agli avversari.

Ben O’Connor

L’australiano è uno dei pretendenti a un posto sul podio. Il capitano della Decathlon AG2R La Mondiale vanta un quarto posto al Tour de France 2021 e correrà il suo quarto Giro d’Italia. Il suo inizio di stagione è stato promettente, seppur senza particolari acuti. Secondo posto all’UAE Tour e al Tour of the Alps per il 28enne.

Damiano Caruso

Damiano Caruso – EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

36 anni e 18 Grand Tour alle spalle. Il siciliano della Bahrain Victorious potrebbe concentrarsi sulle vittorie di tappa, piuttosto che sulla classifica (affare che dovrebbe interessare il compagno Antonio Tiberi). Mai sottovalutare però Caruso che nelle ultime due partecipazioni ha conquistato un secondo e un quarto posto. 

Geraint Thomas

Altro veterano con speranze di podio. Il britannico, vincitore del Tour 2018, è stato beffato da Primoz Roglic nel corso dell’ultima edizione del Giro. La sua preparazione è stata focalizzata su Giro e Tour, vedremo se si dimostrerà sugli stessi livelli della passata stagione. Il piano B in casa INEOS è Thymen Arensman.

Cian Uijtdebroeks

La Visma Lease a Bike ha dovuto rivedere i suoi piano per il Giro 2024. Fuori dai giochi Wout Van Aert per la caduta alla Fiandre, a guidare la squadra olandese sarà il promettente Cian Uijtdebroeks, ottavo nell’ultima Vuelta

Giro, grande amore

Tifosi lungo percorso montano – ANSA/REMO MOSNA/BT/DRN

«La bicicletta non è un viluppo di metallo, un insieme inerte di leve e ruote. E’ arpa birmana. Sinfonia. Un dono della vita. Trasforma in musica storie di uomini. Anche tragedie», dice Claudio Gregori, attore e cantante, dando così voce a oltre 10 milioni di appassionati, secondo le stime, di cui 4 a loro volta ciclisti amatoriali. 

Il Giro d’Italia è come il Festival di Sanremo, le partite della Nazionale… unisce inevitabilmente gli italiani, attraversando metropoli e strade remote, seguito instancabilmente dalle troupe della TV. 

Ma anche sulla cima più alta, anche nella tempesta, non mancheranno mai i tifosi a bordo strada, a incitare gli eroi delle due ruote. In sintesi, per usare le parole di Paolo Conte, «Tu vai, che io aspetto Bartali». 

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di Giulia GUIDI

Foto ANSA