Le elevatissime temperature potrebbero essere le motivazioni dell’assenza di atmosfera sul pianeta
Il telescopio spaziale James Webb (JWST), grazie alle sue grandi capacità di osservazione della luce infrarossa, ha spento per il momento le speranze degli astronomi misurando la temperatura su Trappist-1b, il pianeta considerato uno dei possibili “sosia” della Terra. Sul pianeta infatti non c’è atmosfera.
Ciò che è stato scoperto, dopo l’analisi condotta dai ricercatori dell’Ames Reasearch Center della Nasa guidato da Thomas Greene e basato sui dati forniti dal JWST, è stato pubblicato sulla rivista Nature.
Trappist-1b è il pianeta più interno dei sette, con un’orbita che dura solo 1,51 giorni, e riceve dalla stella quattro volte l’irraggiamento che la Terra riceve dal Sole.
Grazie al JWST gli studiosi hanno avuto l’opportunità di misurare la temperatura del pianeta. Si è potuto constatare che sul lato esposto alla luce della stella la temperatura arriva a circa 230 gradi. Questa temperatura potrebbe essere una delle motivazioni della quasi totale assenza di atmosfera sul pianeta.
Greene ad Associated Press ha spiegato che le numerose radiazioni e la grande energia potrebbero essere il motivo dell’atmosfera e quindi anche di totale assenza di protezione dai raggi cosmici e di acqua.
Trappist-1b ha però tre ‘fratelli’ molto più promettenti di lui perché si trovano nella fascia “abitabile” della stella. Hanno orbite che variano dai 6 ai 12 giorni circa e sembrano essere i migliori candidati per ospitare oceani di acqua allo stato liquido e dunque per avere le condizioni adatte per abitarci.
I risultati ottenuti su Trappist1-b non sono un buon segno per il resto dei pianeti del sistema che potrebbero essere simili a lui. Per quanto riguarda gli altri pianeti, ammette Greene, “sarei stato più ottimista sul fatto che gli altri avessero un’atmosfera se l’avesse avuta questo”.
Le capacità di Webb sono però da rendere note: è il più grande e potente telescopio mai inviato nello spazio e grazie ad esso gli scienziati statunitensi e francesi sono riusciti a misurare la variazione di luminosità mentre Trappist-1b si muoveva dietro la stella e a stimare così la quantità di luce infrarossa emessa dal pianeta.
La variazione di luminosità è stata minima, dato che la stella trappista è più di 1.000 volte più luminosa del pianeta, e quindi il rilevamento da parte di Webb “è di per sé un’importante pietra miliare”, ha dichiarato l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
di: Alice GEMMA
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