L’azienda di Sassuolo che conta importanti collaborazioni guarda al futuro, tra 3D e sostenibilità
Hanno lavorato con firme straordinarie del settore dell’architettura e del design, come Roberta Luppi, Claudio La Viola, Boris Tellegen e la Keith Haring Foundation; e dalle loro origini, anno 1973 nel distretto ceramico di Sassuolo, si sono affermati come uno dei brand protagonisti della ceramica italiana, specializzata nella ricerca sulle materie naturali ma anche nei processi tecnologici più all’avanguardia. Si tratta di Ascot, l’eccellenza italiana che ci viene presentata dal suo Ceo, Andrea Bordignon.
Com’è cambiata Ascot, dagli anni 70 a oggi?
«Dopo diverse vicissitudini, nel febbraio 2020, Ascot è stata acquisita dal gruppo Victoria che oggi ne è proprietaria e che negli ultimi anni ne ha implementato di molto le attività, riorganizzandola, ristrutturandola, investendo in nuove linee di produzione e in figure professionali a e facendone quello che è allo stato attuale dell’arte. Del nucleo storico rimangono i marchi e buona parte dei lavoratori che, presenti all’atto della acquisizione hanno nel frattempo evoluto le loro professionalità adattandole ai nuovi standard aziendali».
Quali sono i vostri punti di forza?
«Siamo attivi in tutto il mondo e di fatto al nostro interno abbiamo tre marchi: Ascot, cioè un marchio più generalista che grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni è in grado di coprire tutte le esigenze del mercato dell’abitare; poi Dom, un marchio più specifico che si occupa di progetti architettonici in giro per il mondo, in grado di offrire i nostri prodotti e di personalizzarli secondo le richieste degli studi di architettura, i nostri maggiori interlocutori, e degli architetti che vanno a progettare o creare edifici per un utilizzo più specifico. Infine il nostro top di gamma, il marchio Vallelunga, attivo principalmente nella nicchia dei prodotti lappati, levigati e satinati. Si tratta di un marchio di alto livello caratterizzato da design e sviluppo di pregio e che interessa in larga parte aree geografiche come gli Usa, Medio ed Estremo Oriente. Riteniamo di essere dei precursori di nuovi prodotti anche grazie agli investimenti che stiamo facendo: siamo molto avanti nella ricerca e sviluppo, lavoriamo con la tecnologia 3D oltre che con le più moderne tecnologie per il trattamento superficiale e siamo quindi in grado di riprodurre pietre legni e altri prodotti con particolari molto fedeli. Siamo molto focalizzati in aree di sviluppo che ancora non ci sono e hanno possibilità molto importanti».
Quali progetti avete per il futuro?
«L’internazionalizzazione è un must, ma in generale per tutta la ceramica Made in Italy: l’85% della ceramica italiana è venduto in giro per il mondo. Noi, anche grazie al fatto di essere parte di un gruppo più strutturato, siamo in grado di sfruttare le sinergie per essere presenti in ambiti dove fino a qualche anno fa non riuscivamo ad affermarci. Oggi serviamo più di quattromila clienti in 80 Paesi. Il maggiore obiettivo per il futuro è continuare a interpretarlo, nel senso che gli ultimi anni hanno portato una grande evoluzione, sia tecnica che tecnologica, nel nostro settore; riteniamo che solo interpretando e investendo in modo corretto, elaborando prodotti di nuova generazione, potremo essere sempre più all’avanguardia presenti sul pianeta, aprendo nuove frontiere sia in termini di tipologia del prodotto sia di mercati. Un altro nostro must per noi è la sostenibilità: tutte le aziende del gruppo sono chiamate a rispettare determinati parametri di sostenibilità del prodotto e sono certificate o hanno in corso l’iter di certificazione oltre che per l’ISO 9001 anche per l’ISO 14001, quindi secondo gli standard più recenti riguardo questo tema».
Qualità, attenzione ai dettagli e innovazione che guarda al futuro senza dimenticare l’esperienza decennale: queste le caratteristiche del presente vincente di Ascot, che cammina verso il domani su basi più che solide, sia per il suo target che abbraccia il mondo intero sia per l’attenzione ai temi più attuali, come quello della sostenibilità.