La Realtà Virtuale non è più solo intrattenimento ma diventa uno strumento prezioso per la formazione e la specializzazione della professione medica

Dai sistemi all’avanguardia nell’ambito della fotografia e della diagnostica per immagini nascono progetti di realtà virtuale in cui la tecnologia si pone l’ambizioso obiettivo di facilitare l’apprendimento, soprattutto in campo medico. Un progetto rivoluzionario raccontato da Simone Cavalcoli, Pro Sector & Industries Business Development Manager di Canon Italia, Alex Dell’Era, Clinical & Technical Marketing Manager di Canon Medical Systems, e il Prof. Roberto Grassi, Presidente della Fondazione SIRM.

Com’è nato questo progetto che unisce la tecnologia VR alla medicina?

SC: «La nostra azienda lavora da anni al tema VR, sfruttando l’esperienza nei sistemi ottici per metterla al servizio di nuove tecnologie di realtà virtuale. Nel 2015 abbiamo presentato il primo visore, fino al lancio nel 2021 del Sistema EOS VR, basato su un’ottica Dual Fish Eye (la prima al mondo) compatibile con le nuove fotocamere mirrorless EOS R5 ed EOS R5C con sensore 8K e prestazioni video avanzate. Questo ci consente di realizzare riprese 3D stereoscopiche a 180° VR con una sola fotocamera, su un singolo sensore, per una produzione video non solo molto semplificata, ma di elevata qualità. La capacità del Sistema EOS VR di creare esperienze uniche e coinvolgenti ha mille applicazioni: musei, viaggi, manifatturiero, eventi sportivi, scuola e, grazie a Canon Medical e alla Fondazione SIRM, è stato esteso oggi anche alla medicina».

Qual è il ruolo della diagnostica per immagini?

AdE: «Canon Medical crede fortemente nella diffusione della conoscenza e delle informazioni per un’evoluzione costante, opportuna e consapevole del mondo sanitario e a questo scopo vuole dare un contributo più tangibile. Con tale approccio, vogliamo rafforzare non solo la volontà di rappresentare un riferimento concreto nel mondo delle Soluzioni di Imaging Diagnostico e Interventistico Medicale, ma anche l’impegno attivo nel contribuire al bene comune, con entusiasmo, profondo interesse e spirito innovativo. In un periodo storico così sfidante, vogliamo fare tutto il possibile per aiutare un sistema sanitario sotto pressione a continuare a fornire assistenza informata a tutti i pazienti e, come stabilisce anche la nostra filosofia aziendale “Made for Life”, per migliorare la qualità della vita attraverso l’innovazione. La didattica e le modalità di apprendimento si evolvono rapidamente in un mondo sempre più connesso e digitale. Per questo Canon Medical ha deciso di combinare due tecnologie d’eccellenza, la piattaforma ecografica Aplio i-series Prism Edition e il Sistema EOS VR, che insieme creano un’esperienza immersiva senza precedenti. Con tali prodotti d’eccellenza non poteva non essere coinvolta nel progetto la Fondazione SIRM, punto di riferimento italiano nella formazione in ambito medico radiodiagnostico e interventistico».

Come la “Virtual Reality” può coadiuvare l’apprendimento?

RG: «Credo che la maggiore diffusione, la facilità di accesso di queste nuove tecnologie immersive e la disponibilità, intesa anche come semplicità d’uso, di visori, rende necessaria una nuova didattica. Bisogna pensare a come affascinare e reclutare i giovani; una tecnologia di questo genere, che conoscono già, rende più appetibile l’accesso a informazioni di più difficile comprensione. Abbiamo immaginato quale potesse essere l’indagine più semplice: indagini come la TAC creano immagini generalmente sul piano assiale; l’ecografia, proprio perché dipende dall’operatore che dirige la sonda, crea invece immagini in piani non più solo assiali, bensì insoliti e infiniti. Abbiamo quindi pensato di fare dei video immersivi in cui il discente si rende conto di come l’operatore si muove, come e quando acquisisce quel piano. In questo modo non ha solo l’immagine del piano, ma anche di come viene ottenuta muovendo e posizionando la sonda».

Quella di Canon Medical e Fondazione SIRM è una sfida, una scommessa, ma l’obiettivo è chiaro: attrarre i giovani medici nella disciplina e facilitarne l’apprendimento, rendendoli edotti su come operare.