Putin non farà gli auguri a Biden, Zelensky agli ucraini: “siate pronti a tutto”

L’Occidente ha perso la guerra economica, perché non è più l’unico agente economico con cui dialogare nel mondo. O almeno così sostiene il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e “i suoi padroni” non sono disposti a scendere a compromessi, avrebbe detto il rappresentante di mosca aggiungedo che: «se parliamo di compromessi, allora durante una trionfale visita negli Stati Uniti, Zelensky ha detto: “Un mondo giusto significa nessun compromesso”. Questo è esattamente ciò che ora guida i suoi padroni, “nessun compromesso, imporremo la nostra volontà”, ecco perché è necessario sconfiggere la Russia non solo sul campo di battaglia, come dicono, ma anche infliggerle una sconfitta strategica, in modo che nessuno si scoraggi. Questa è la specificità del momento – una strategia che, secondo Lavrov – la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo vede molto bene e capisce molto bene».

Questa polarizzazione anti russa deriverebbe da una ideologica, secondo il ministro degli esteri del Cremlino: «ci siamo immersi troppo profondamente in questo sistema. Quasi tutti i Paesi nel dopoguerra, quando questi strumenti e meccanismi erano ancora considerati promettenti e rispondenti all’equilibrio degli interessi di tutti gli Stati, ma il processo di comprensione dei rischi e delle minacce derivanti da tale dipendenza è molto, molto attivo. Vi assicuro – aggiunge – che nel prossimo futuro assisteremo a una riduzione delle capacità dell’Occidente, una riduzione molto seria della sua capacità di guidare l’economia mondiale nel modo che desidera. Che lo voglia o no, dovremo negoziare».

Il contrattacco ucraino, tre soldati russi morti

Non trova pace l’Ucraina, nemmeno durante le feste. Dopo gli attacchi di ieri però, che hanno fatto suonare le sirene antiaereo in tutto il paese, Kiev ha contrattaccato colpendo tramite un drone un aeroporto militare e uccidendo almeno tre soldati, nella regione russa di Saratov. Intanto in un’intervista alla televisione di stato Rossiya 1, Putin ha dichiarato: «siamo pronti a negoziare con tutti i soggetti coinvolti su soluzioni accettabili, ma dipende da loro: non siamo noi a rifiutarci di negoziare».

Guerra di diplomazia (e gas)

Sicuramente c’è un clima molto più cauto in Russia, dove anche il vice primo ministro russo Alexander Novak ha annunciato che la Russia è :«pronta a riprendere le forniture di gas all’Europa attraverso il gasdotto Yamal-Europe», in precedenza chiuso in risposta alle sanzioni internazionali. Lo ha annunciato all’agenzia di stampa statale russa Tass, aggiungendo: «il mercato europeo rimane rilevante, poiché la carenza di gas persiste e abbiamo tutte le opportunità per riprendere le forniture. Ad esempio, il gasdotto Yamal-Europe, che è stato fermato per motivi politici, rimane inutilizzato».

Zelensky agli ucraini: “siate pronti a tutto”

«Dobbiamo essere pronti a qualsiasi scenario – ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, durante il suo consueto messaggio al Paese-.Restano pochi giorni alla fine dell’anno. Dobbiamo essere consapevoli che il nostro nemico cercherà di rendere questo periodo buio e difficile per noi. La Russia ha perso tutto quello che poteva quest’anno. Ma sta cercando di compensare le sue perdite con il gongolare dei suoi propagandisti dopo gli attacchi missilistici sul nostro Paese e sulla nostra energia» ha concluso il leader ucraino.

Anche in previsione dei giorni che verranno Zelensky ha telefonato oggi a Narendra Modi, premier indiano; tra i paesi in bilico tra l’Occidente e il Cremlino c’è anche l’India. «Ho avuto una telefonata con il primo ministro dell’India Narendra Modi e gli ho augurato una presidenza del G20 di successo – ha detto Zelensky aggiungendo – è su questa piattaforma che ho annunciato la formula di pace e ora conto sulla partecipazione dell’India alla sua attuazione»

Kiev vuole Mosca fuori dal Consiglio di Sicurezza

L’Ucraina ha chiesto l’esclusione della Russia dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dall’Onu stessa, sostenendo che la presenza di Mosca nell’organizzazione sia “illegittima” a causa di irregolarità nel processo di adesione dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica nel 1991. “Lo scioglimento dell’Unione Sovietica – sostiene in una nota il ministero degli esteri ucraino – nel dicembre 1991 ha lasciato irrisolta la questione dei diritti e degli obblighi internazionali dell’Urss. Dal punto di vista del diritto internazionale, la questione dello status di Stato membro dell’Onu e di membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, di cui gode la Federazione Russa, rimane irrisolta“. Pertanto, sempre secondo il rilievo di Kiev: “la Federazione Russa ha assunto la carica di membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aggirando le procedure definite dalla Carta delle Nazioni Unite. Nel dicembre 1991, la richiesta della Federazione Russa riguardante l’intenzione di continuare l’adesione dell’Urss all’Onu doveva essere adeguatamente considerata dal Consiglio di sicurezza e dall’Assemblea generale in conformità con l’articolo 4 della Carta delle Nazioni Unite, che prevede che l’ammissione all’adesione alle Nazioni Unite di Stati pacifici avvenga con decisione dell’Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, e solo in tal modo”.

Il Papa chiede la pace, ma Putin non farà gli auguri a Biden

«Chiediamo la pace per la martoriata Ucraina» ha detto Papa Francesco al termine dell’Angelus, ribadendo: «rinnovo l’augurio di pace. Pace nelle famiglie, nei movimenti, nelle parrocchie, per quelle popolazioni tormentate dalla guerra. Ci sono molte bandiere ucraine oggi qui». Ma i rapporti diplomatici fanno sembrare sempre più lontana l’ipotesi di un ramoscello d’ulivo teso, soprattutto tra Washington e Mosca. Putin ha infatti dichiarato che non intende fare i consueti auguri di buon anno a Biden: «non ora. Ora siamo così immersi nella reciproca ostilità che probabilmente non c’è tempo di farsi gli auguri» ha detto il leader russo.

Putin ha il cancro?

Intanto continuano a circolare voci sulla presunta malattia del leader russo Vladimir Putin, malgrado finora non abbiano trovato alcuna conferma. Questa volta a sostenerlo è lo storico e analista politico russo Valery Solovei che afferma che lo zar 70enne starebbe assumendo farmaci antitumorali occidentali, gli unici in grado di rallentare la diffusione del cancro e di tenerlo in vita.

di: Caterina MAGGI

FOTO: SHUTTERSTOCK