I tassisti dell’Usb scioperano contro l’aumento delle licenze del dl Asset

Dopo il trasporto pubblico, che ha incrociato le braccia lunedì 9 ottobre, oggi è il turno dei tassisti. Lo sciopero dei taxi indetto per oggi è una protesta esplicita contro il dl Asset che che estende la possibilità di nuove licenze fino al 20% in più di quelle attualmente previste. A spegnere il motore sono i tassisti dell’Usb che invocano il rispetto della “programmazione territoriale”.

Aprire a nuove licenze significherebbe, infatti, svalutarne il valore, in un contesto in cui i tassisti le hanno pagate care e spesso le cedono ad un prezzo altrettanto alto. Anche se alcune associazioni di categoria aprono ad un aumento delle licenze, i numeri proposti dai tassisti sono sicuramente inferiori rispetto a quelli avanzati dal Governo.

Il problema è evidente in città come Roma, dove a fronte di 2,8 milioni di persone (contando solo i residenti ed escludendo turisti, pendolari e fuori sede che ammonterebbero fino a quattro milioni) si contano solo 7.700 licenze attive.

Il dl prevede da un lato la possibilità per oltre 60 fra città metropolitane, sedi di aeroporti e capoluoghi di regione di aumentare le licenze. Per farlo bisognerà indire un concorso straordinario ma le procedure saranno molto più snelle rispetto al passato.

In altri casi, sarà possibile estendere le licenze a chi possiede permesso taxi o noleggio conducente in via temporanea ed eccezionale. Ad esempio, in occasione di grandi eventi che portano flussi turistici straordinari.

«Questa riforma l’abbiamo presentata ai tassisti e a tutti gli altri attori prima di realizzarla in una situazione di emergenza, a fine di luglio, perché il decreto è dell’8 agosto» spiega il ministro Urso difendendo il dl Asset a RaiNews24.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO