Droni su Pskov, Mosca chiude gli aeroporti
In Ucraina si combatte da 533 giorni.
Wagner recluta soldati
Il Gruppo Wagner ha lanciato una campagna di reclutamento invitando gli aspiranti combattenti a contattare il suo call center tramite il gruppo Telegram.
“Conquista di Robotyne ha aperto strada verso Sud”
Dmytro Kuleba, il ministro degli Esteri ucraino, ha comunicato che la conquista di Robotyne, nella regione di Zaporizhzhia, ha aperto la strada verso Sud, anche verso la Crimea.
Il lavoro di un gruppo delle forze armate ucraine “ha permesso a un’intera brigata di attaccare Robotyne e di liberarla dopo settimane di assalti” ha detto Kuleba, aggiungendo che “dopo averne messo in sicurezza i fianchi, ci siamo aperti la strada verso Tokmak e, infine, Melitopol e il confine con la Crimea”.
Missili su Kiev e Odessa
Nella notte, un attacco missilistico russo ha colpito le città di Kiev e Odessa. Secondo quanto denunciato dalle autorità locali, si è trattato del “peggior attacco dalla scorsa primavera”. Ci sono due morti e tre feriti, ma i bilanci sono provvisori. «Siamo tutti stanchi della guerra, ma non cederemo niente a nessuno. Mai», ha detto una donna che abita nel quartiere.
Forti esplosioni sono poi state udite in mattinata nella Crimea occupata e anche nel distretto di Dzhankoy e nel distretto di Krasnoperekopsk. A riportarlo è Rbc-Ucraina.
Aeroporti russi sotto attacco
Intanto in territorio russo, almeno 10 droni hanno attaccato nottetempo l’aeroporto di Pskov, secondo quanto riporta Rbc-Ucraina. L’attacco ha danneggiato quattro aerei da trasporto strategico Ilyushin Il-76. In seguito all’attacco, Mosca ha chiuso gli aeroporti di Domodedovo, Vnukovo e Sheremetyevo.
«È un segno dell’agonia e dello stallo in cui si trova il regime di Kiev. Ovviamente questa agonia del regime di Kiev, l’odio, la rabbia e la mancanza di ogni prospettiva nello sviluppo del Paese hanno portato a queste azioni terroristiche, non ci sono più opzioni, uno stallo assoluto», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakhaorva, citata dall’agenzia Tass.
Zelensky: “rifiuto negoziato con Mosca”
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si è rifiutato per il momento di avere un negoziato diretto con Mosca. La guerra però potrebbe finire entro quest’anno se la Russia rispettasse i punti del piano di pace ucraino partendo dal ritiro delle truppe dai territori invasi.
È quanto ha detto Zelensky alla televisione nazionale portoghese che è stata trasmessa ieri sera dalla Rtp.
«Se i russi cominciassero col rispettare il diritto degli ucraini a vivere nella propria terra, potrebbe anche nascere una qualche forma di dialogo politico con dei rappresentanti del potere russo», ha detto il presidente ucraino.
I russi si rifiutano di combattere
“L’elevato tasso di condanne ai soldati russi che si rifiutano di combattere dimostra il cattivo stato del morale dell’esercito russo”. A riportarlo è il ministero della Difesa britannico.
Il 25 agosto scorso due soldati russi sono stati condannati da un tribunale militare per non aver obbedito all’ordine arrivato da Mosca di tornare in Ucraina a combattere. Dovranno quindi scontare almeno due anni in una colonia penale. Ma non è la prima volta che accade.
“Se questa tendenza continua ci saranno circa 5.200 condanne all’anno per rifiuto di combattere”, ha detto così il documento.
di: Micaela FERRARO
Aggiornamento di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA