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Israele sulla tregua: “un giorno ogni 10 ostaggi vivi rilasciati”

La guerra in Medioriente è giunta al 55esimo giorno.

Questa mattina un attentato a Gerusalemme ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre 8. Lo hanno riportato i servizi di emergenza israeliani. Il bilancio è stato poi aggiornato in tre morti (due ragazze di 16 e 24 anni e un uomo di 70) e 6 feriti. L’attacco è stato compiuto con armi da fuoco a una fermata dell’autobus all’ingresso di Gerusalemme: nello stesso luogo l’anno scorso un attentato aveva provocato la morte di due israeliani.

Secondo quanto riporta il servizio israeliano di sicurezza dello Shin Bet, i due attentatori che hanno aperto il fuoco a Gerusalemme erano affiliati di Hamas già condannati in passato per attività terroristiche. Lo riporta LaPresse che cita Haaretz. Gli attentatori risponderebbero ai nomi di Murad e Ibrahim Namer, fratelli, residenti a Gerusalemme Est.

Dopo un sopralluogo, il ministro per la sicurezza nazionale Itamar ben Gvir ha dichiarato: «attivisti di Hamas hanno organizzato l’attentato. Hamas ci parla a due voci: una è quella delle tregua, l’altra è quella del terrorismo. Noi non dobbiamo mostrare alcuna debolezza. Con Hamas dobbiamo dialogare solo attraverso i mirini e mediante la guerra». Poco dopo la stessa Hamas ha rivendicato l’attacco con un comunicato, come riporta il sito israeliano Ynet.

I media inoltre riferiscono di un secondo presunto attentato avvenuto nella zona di Beqaot, nella valle del Giordano, dove alcuni israeliani sarebbero stati travolti da un’automobile. Il guidatore, che si presume essere un palestinese, è stato “neutralizzato”. Lo riporta la radio pubblica Kan.

Tregua, le condizioni di Israele

In extremis Israele e Hamas hanno trovato l’accordo per un’estensione della tregua per “un settimo giorno”. Si attende quindi per oggi il rilascio di 8 ostaggi che dovrebbero essere tutti donne e bambini. Secondo i media israeliani saranno restituiti anche i corpi di tre rapiti.

Mark Regev, consigliere del primo ministro Benjamin Netanyahu, in un’intervista alla Cnn ha definito “cristallina” la posizione in merito alla proroga del cessate il fuoco a Gaza. Israele estenderà la tregua per ogni giorno in cui Hamas rilascerà 10 ostaggi “in vita”: «ogni giorno, abbiamo concordato una proroga in cambio del rilascio di 10 ostaggi, 10 ostaggi vivi. Se Hamas continua a rilasciare ostaggi, 10 al giorno, estenderemo la tregua. Se Hamas non riesce a soddisfare le condizioni della proroga allora ovviamente i combattimenti potranno riprendere».

Blinken incontra Netanyahu

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu ha incontrato il segretario di Stato americano, Antony Blinken. Quest’ultimo ha “sottolineato che è imperativo tenere conto delle esigenze umanitarie e di protezione dei civili nel sud della Striscia di Gaza prima di qualsiasi operazione militare” secondo quanto afferma il portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller. Blinken avrebbe anche “esortato Israele a prendere ogni misura possibile per evitare danni ai civili”.

Pronti a riprendere la battaglia

Le brigate Al-Qassam, che rappresentano il braccio armato di Hamas, hanno comunicato ai combattenti all’interno della Striscia di Gaza che devono essere pronti a riprendere la battaglia con Israele se la tregua non verrà rinnovata nuovamente.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA