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Wang Yi ha incontrato il ministro degli Esteri russo Lavrov. Zakharova difende Berlusconi: “ennesimo attacco di rabbia impotente di Zelensky”

All’indomani del “giorno delle parole”, la guerra impazza ancora sul campo. Ieri, martedì 21 febbraio, il mondo è stato incollato da un lato al discorso pronunciato da Putin in occasione dell’anniversario dell’invasione dell’Ucraina, dall’altro alle parole di Biden che, in Polonia, ha ribadito il suo posizionamento rispetto all’aggressione militare.

Il diplomatico cinese Wang Yi è stato accolto dal presidente russo. Vladimir Putin ha ribadito come le relazioni tra Russia e Cina siano importanti per “stabilizzare la situazione internazionale“. Il diplomatico ha assicurato che che “le relazioni tra la Russia e la Cina non sono dirette contro paesi terzi, ma non cedono nemmeno alle pressioni di questi ultimi” e che la Cina è “pronta ad approfondire la fiducia politica reciproca e la cooperazione strategica con la Russia“.

Il presidente Putin ha inoltre sottolineato come “le relazioni internazionali” non siano “migliorate dopo il crollo del sistema bipolare”. Anzi secondo Putin si sono “acuite”. «La cooperazione in ambito internazionale tra la Repubblica Popolare Cinese e la Federazione Russa, come abbiamo più volte sottolineato, è molto importante per stabilizzare la situazione internazionale – dichiara Putin, per poi aggiungere – cooperiamo in tutte le altre aree della sfera umanitaria delle organizzazioni internazionali tra cui, ovviamente, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, di cui siamo membri permanenti, la Brics, l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai».

Il meeting prevede anche la discussione degli interessi commerciali della due potenze, dato che Pechino e Mosca intendono raggiungere l’obiettivo di un fatturato commerciale di 200 miliardi di dollari.

Al termine dell’incontro il presidente russo ha annunciato: «stiamo aspettando che il Presidente della Repubblica popolare cinese visiti la Russia, lo abbiamo già concordato: capiamo che ci sono questioni di politica interna» auspicandone una soluzione, per poi concludere assicurando che l’incontro “darà un ulteriore slancio” alle relazioni.

Wang Yi incontra Lavrov

Oggi il diplomatico cinese Wang Yi è atterrato a Mosca dove ha incontrato il ministro degli Esteri russo Lavrov. Il rappresentante di Pechino, dopo aver fatto tappa in Italia e in Ungheria, presenterà alla sua controparte russa il piano di pace per sospendere il conflitto in Ucraina.

Lavorv ha annunciato che Russia e Cina sono pronte a “difendere gli interessi reciproci” sulla scena internazionale. La parole del ministro degli Esteri di Mosca, riportate da Ria Novosti, sono chiare: «le nostre relazioni si stanno sviluppando in modo costante e dinamico e, nonostante l’elevata turbolenza sulla scena mondiale, dimostriamo solidarietà e disponibilità a difendere gli interessi reciproci sulla base del rispetto del diritto internazionale e del ruolo centrale delle Nazioni Unite». Anche Wang ha mostrato apertura verso la Russia: «nonostante la volatilità della situazione internazionale, Cina e Russia mantengono sempre la determinazione strategica, si muovono con fermezza e fiducia in linea con la formazione di un mondo multipolare e rimangono impegnate nel multipolarismo».

È stato diffuso inoltre un comunicato circa l’incontro ieri a Mosca tra Wang Yi e Nikolai Patrushev dove viene precisato che la Cina e la Russia si “oppongono all’introduzione di una mentalità di guerra fredda” e “resistono ad ogni forma di bullismo unilaterale” e che le due Nazioni “hanno discusso della situazione strategica internazionale, hanno espresso la loro comune disponibilità a mettere in pratica il multilateralismo per resistere ad ogni forma di bullismo unilaterale, promuovere la democratizzazione delle relazioni internazionali ed un mondo multipolare“.

Il messaggio di Giorgia Meloni

Ai microfoni del Tg4 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che presidente russo direbbe “che tutto questo non ha senso“. Commossa ha aggiunto che “quando vedi i peluche dei bambini vicino ai fiori, non ha senso, non ha senso“.

Test missilistico sulla testa di Biden

Intanto si apprende che proprio lunedì 20, mentre il presidente Biden si recava a Kiev, la Russia si cimentava in un test di un missile balistico intercontinentale Sarmat, anche noto come Satana II. Il lancio, che sarebbe stato notificato in anticipo agli Usa mediante le linee di deconfliction, sarebbe comunque fallito e non avrebbe rappresentato una minaccia per l’America, come ha confermato anche un funzionario della Casa Bianca.

Il Cremlino blinda Berlusconi

Continua il botta e risposta a distanza fra Zelensky e Berlusconi. Dopo le critiche del leader di Forza Italia e la risposta del presidente ucraino, ora è la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova a prendere le difese del Cavaliere commentando su Telegram le parole di Zelensky: «in un ennesimo attacco di rabbia impotente, l’abitante del bunker si è scagliato contro Berlusconi, perché questi ha ricordato al regime di Kiev del Donbass. In modo banale Zelensky ha paragonato il proprio regime a quello fascista e l’operazione militare speciale russa alle azioni degli Alleati nella Seconda guerra mondiale. Gli è scappata la verità».

Medvedev: “New Start sospeso? Aderiscano anche GB e Francia”

Ad ogni modo, nessuna distensione all’orizzonte. Getta altra legna sul fuoco anche il vice segretario del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev secondo cui “la Russia sarà fatta a pezzi se interromperà l’operazione speciale senza vincere” e “se gli Stati Uniti smettono di fornire armi al regime di Kiev, la guerra finirà. Medvedev non rinuncia, anche in questo caso, a tirare in ballo il nucleare: «se gli Stati Uniti vogliono la sconfitta della Russia, allora abbiamo il diritto di difenderci con qualsiasi arma, compreso il nucleare: è ovvio a tutte le forze ragionevoli che se gli Stati Uniti vogliono la sconfitta della Russia, allora siamo sull’orlo di un conflitto globale».

Medvedev parla anche della contestata sospensione del trattato di riduzione e limitazione delle armi strategiche, il cosiddetto New Start dal quale ieri Putin ha annunciato una pausa. «È giunto il momento – spiega il vicepresidente – di includere gli arsenali nucleari strategici di Gran Bretagna e Francia nel Trattato di riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive: la sospensione finora è legata proprio a questo». Intanto dopo la Camera Bassa del Parlamento russo anche la Camera alta ha approvato la sospensione del trattato.

di: Marianna MANCINI

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/ANTON NOVODEREZHKIN/SPUTNIK