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Un militante della Jihad ha sparato contro una guardia municipale, uccidendola. L’attacco dopo la morte di un palestinese in Cisgiordania

Gli spari di un militante della Jihad islamica hanno scosso il centro di Tel Aviv. L’attacco è avvenuto lo scorso sabato 5 agosto in una via pedonale. L’attentatore ha sparato su una guardia municipale – l’uomo ferito alla testa è poi deceduto in ospedale – prima di essere neutralizzato da una seconda guardia.

L’attentatore, Kamal Abu Baker, sarebbe giunto da Jenin dove militava in una fazione armata locale. Secondo la ricostruzione avrebbe girato per le vie di Tel Aviv in attesa di una manifestazione di massa contro la riforma della giustizia intrapresa dal governo Netanyahu quando ha attirato l’attenzione della guardia.

L’attentato è seguito alla morte di un 19enne palestinese, Qosai Mitan, ucciso la sera prima in Cisgiordania durante uno scontro tra un gruppo di coloni e gli abitanti palestinesi del villaggio di Burqa. Per la morte del giovane sono stati arrestati dalla polizia israeliana due estremisti di destra ebrei.

Uno di questi, un israeliano 19enne sospettato di aver sparato contro la vittima, si trova ora ricoverato dopo essere stato colpito con una grossa pietra e quindi incapace di fornire la sua versione dei fatti. Il secondo avrebbe in passato lavorato per Potere ebraico, il partito del ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir: il ministro palestinese Hussein a-Sheikh chiede ora che il partito venga incluso nelle liste internazionali dei gruppi terroristici.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN