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Lula: “deforestazione zero entro il 2030”

Nell’Amazzonia brasiliana è aumentata la deforestazione nelle terre indigene del 28% nel primo quadrimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2022. A rivelarlo è il bollettino Sirad-I dell’Istituto socio-ambientale (Isa) brasiliano che ha segnalato 319,6 ettari abbattuti nelle riserve dei nativi.

L’indagine è stata fatta attraverso immagini radar e ottiche ad alta risoluzione ottenute dal satellite. Questa ha rilevato che marzo è stato il mese più difficile con 189,4 ettari disboscati.

Il rilevamento è stato fatto su un’area di circa 187.000 km quadrati costituita da 22 aree con presenza di popolazioni isolate, ovvero 20 terre indigene e due Unità di conservazione. Tra quelle più colpite ci sono la Terra indigena Piripkura, nel Mato Grosso, che spicca per una nuova invasione avvenuta nel suo territorio.

Il 17 luglio, nel corso del vertice Ue-Celac a Bruxelles, Luiz Inacio Lula da Silva ha dichiarato che il suo governo mira alla “deforestazione zero entro il 2030” e che “già in questo primo semestre è stata ridotta del 34% rispetto allo scorso anno”.

Anche la ministra dell’Ambiente, Marina Silva ha dichiarato: «stiamo raggiungendo un costante trend al ribasso nella deforestazione dell’Amazzonia – aggiungendo poi – il risultato è una prima, diretta conseguenza dell’impegno del presidente di combattere il cambiamento climatico e la deforestazione della più grande foresta pluviale del mondo»

Nel complesso trend positivo

Se confrontiamo i dati con quelli presenti nel periodo in cui il presidente era Jair Bolsonaro, il trend è decisamente positivo. Nel quadriennio del suo mandato (2019-2022) ha indebolito la legislazione e la governance ambientale del Paese, portando la deforestazione a un +75% rispetto alla media del decennio precedente, a tutto vantaggio degli interessi delle multinazionali. Per quattro anni Bolsonaro ha tollerato, l’invasione violenta delle terre indigene, la distruzione, gli incendi, lo scavo illegale di miniere, disinteressandosi dei diritti sia territoriali che umani portando ad una campagna di odio contro gli attivisti per la difesa della terra e delle comunità indios.

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK