Questo fenomeno è possibile grazie ad una più frenetica attività del Sole
Avete mai visto l’aurora boreale? Se la risposta è negativa non preoccupatevi perché nei prossimi anni potrebbe essere semplice avvistarla anche senza andare ad alte latitudini. Sembra infatti che questa possa essere visibile con maggiore frequenza grazie a una maggiore attività del Sole: recentemente sono già stati registrati avvistamenti in diverse aree del Regno Unito, in Germania e in Polonia, ovvero molto più a sud di paesi scandinavi.
Il 23 aprile il tipico colore del cielo che prende grazie a questo fenomeno è stato segnalato in California e in Arizona, Stati Uniti, dove i cieli si sono colorati di sfumature dal verde al viola.
Le aurore boreali (australi per quelle nell’emisfero sud) vengono create grazie al grande numero di particelle che il Sole produce ed emette e che, soltanto in parte, raggiungono il nostro pianeta. Il viaggio dei protoni e degli elettroni inizia dalla corona cioè la parte più esterna dell’atmosfera solare nonché una delle sue aree più calde. Questi nascono all’interno di un processo altamente energetico che gli consente sottrarsi alla gravità del Sole e di confluire nel plasma, un particolare tipo di gas ionizzato.
Il “vento solare”, ovvero il flusso di particelle dal Sole è continuo e nel momento in cui arriva vicino alla Terra converge con il campo magnetico terrestre che, a sua volta, vieta a queste particelle di arrivare direttamente sul nostro pianeta, dove potrebbero causare problemi ad animali e piante.
Quando il Sole è più attivo è in grado di produrre una grande emissione di particelle, il vento solare si rinforza, con un numero molto più alto del solito di particelle che arrivano alla magnetosfera producendo una tempesta magnetica. Il vento solare deforma il campo magnetico e questo porta le particelle al superamento dello scudo, raggiungendo così i due poli magnetici della Terra. È per questo motivo che le aurore sono visibili soprattutto avvicinandosi ai poli del pianeta.
L’incontro tra particelle solari altamente energetiche e agli atomi di ossigeno e azoto fa sì che questi emettano fotoni, che possiamo considerare come piccole unità di energia sotto forma di luce che è colorata a seconda degli elementi coinvolti.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/MARTIAL TREZZINI