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La Commissione Ue avverte Roma, Gasparri attacca: “posizioni arroganti, inaccettabili e sbagliate”

L’Italia è, ancora una volta, grande attenzionata dell’Unione europea per il nodo delle concessioni balneari. Venerdì 24 febbraio lo stesso Mattarella ha promulgato il decreto Milleproroghe ma con delle riserve, “in particolare in relazione a profili di incompatibilità con il diritto europeo” sul recepimento della direttiva Bolkestein.

Governo e Parlamento sono quindi nuovamente chiamati a esaminare il provvedimento che, come precisa Bruxelles, dovrà garantire “trasparenza e concorrenza leale“.

«Il diritto dell’Ue richiede che le norme nazionali assicurino la parità di trattamento dei fornitori di servizi senza alcun vantaggio diretto o indiretto per alcuno specifico operatore – spiega il portavoce della Commissione europea – promuovano l’innovazione e la concorrenza leale, prevedano un’equa remunerazione degli investimenti effettuati e tutelino dal rischio di monopolizzazione delle risorse pubbliche a vantaggio dei consumatori e delle imprese».

Il sistema normativo sulle concessioni balneari è in effetti “oggetto di un procedimento di infrazione pendente avviato a dicembre 2020“. Un “primo importante passo” era stato compiuto dal Governo Draghi “con l’adozione della legge sulla concorrenza nel luglio 2022” ma a pochi mesi dalla scadenza ultima della proroga (al 31 dicembre 2023) all’Italia manca ancora una legge attuativa che regoli, fra le altre cose, le gare.

Per il momento il Governo lavora sulle tempistiche: si punterebbe ad estendere il termine per approvare il decreto attuativo della legge sulla concorrenza entro massimo fine giugno. In questo modo, le procedure selettive potranno concludersi entro il 31 dicembre 2024, sfruttando l’anno in più di tempo concesso dalla normativa Ue in caso di “difficoltà oggettive”.

Per Gasparri “ossessione maniacale dell’Ue”

Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha commentato gli ultimi “richiami all’ordine” della Commissione, affermando che “sul mondo balneare c’è un’ossessione manicale dell’Ue. Si occupino di altre priorità. Noi siamo qui a fare da intercapedine. Non è vero che sono approfittatori, sono imprenditori strategici per il nostro turismo e vanno tutelati. Paghino il giusto ma non vanno espropriati. Che l’Ue smetta di cavillare su un argomento che non merita tutto questo accanimento“.

«La smettano di perseguitare un settore produttivo – aggiunge Gasparri – sono posizioni arroganti, inaccettabili e sbagliate».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/PASQUALE BOVE