L’Angelus di Papa Francesco in occasione dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione
Dalla sua finestra del Palazzo Apostolico, Papa Francesco ha lanciato un nuovo accorato appello per la pace, in Ucraina e nel resto del mondo. «Nulla è impossibile a Dio: pace e disarmo sono possibili. Ma Dio vuole la nostra volontà, ha detto il Pontefice alla fine dell’Angelus.
«Anche noi peccatori abbiamo ricevuto un dono iniziale che ci ha riempito la vita, un bene più grande di tutto, una grazia originaria, di cui spesso, tuttavia, non siamo consapevoli. Di cosa si tratta? Di ciò che abbiamo ricevuto nel giorno del nostro Battesimo, che per questo ci fa bene ricordare, e anche festeggiare. Parliamo tanto del peccato originario, ma abbiamo anche una grazia originaria – ha esordito Bergoglio. – Il Vangelo della Solennità odierna ci introduce nella casa di Maria per raccontarci l’Annunciazione. L’angelo Gabriele saluta la Vergine così: ‘Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te’. Non la chiama con il suo nome, Maria, ma con un nome nuovo, che lei non conosceva: piena di grazia. Piena di grazia, e dunque vuota di peccato, è il nome che Dio le dà e che noi festeggiamo oggi. Ma pensiamo allo stupore di Maria: solo allora lei scoprì la sua identità più vera. Infatti, chiamandola con quel nome, Dio le rivela il suo segreto più grande, che prima ignorava. Qualcosa di analogo può accadere anche a noi».
«La veste bianca del Battesimo; essa ci ricorda che, al di sotto del male di cui ci siamo macchiati negli anni, c’è in noi un bene più grande. Ascoltiamone l’eco, sentiamo Dio che ci dice: ‘Figlio, figlia, ti amo e sono con te sempre, sei importante per me, la tua vita è preziosa’. Quando le cose non vanno e ci scoraggiamo, quando ci abbattiamo e rischiamo di sentirci inutili o sbagliati, pensiamo a questo, alla grazia originaria», ha proseguito.
E ancora: «la Parola di Dio ci insegna che custodire la nostra bellezza richiede un costo, una lotta, il Vangelo ci mostra infatti il coraggio di Maria, che ha detto sì a Dio, che ha scelto il rischio di Dio, e il brano della Genesi, a proposito del peccato originale, ci parla di una lotta contro il tentatore e le sue tentazioni. Ma anche per esperienza lo sappiamo: costa fatica scegliere il bene, custodire il bene che è in noi. Pensiamo a quante volte l’abbiamo sciupato cedendo alle lusinghe del male, facendo i furbi per i nostri interessi o facendo qualcosa che ci avrebbe inquinato il cuore; o anche buttando via tempo in cose inutili e dannose, rimandando la preghiera e dicendo ‘non posso’ a chi aveva bisogno di noi, quando invece potevamo. L’Immacolata ci aiuti a custodire dal male la nostra bellezza».
«Maria, l’unica creatura umana senza peccato nella storia, è con noi nella lotta, ci è sorella e soprattutto Madre, e noi, che facciamo fatica a scegliere il bene, possiamo affidarci a lei. Affidandoci, consacrandoci alla Madonna, le diciamo: ‘Tienimi per mano, guidami tu: con te avrò più forza nella lotta contro il male, con te riscoprirò la mia bellezza originaria’. Affidiamoci a Maria oggi, ogni giorno, ripetendole: ‘Maria, ti affido la mia vita, la mia famiglia, il mio lavoro, il mio cuore e le mie lotte. Mi consacro a te’», ha concluso, prima di ricordare il suo appuntamento a Santa Maria maggiore e in piazza di Spagna “per compiere il tradizionale omaggio e la preghiera alla Immacolata“.
Proprio ai piedi della statua dell’Immacolata, il Pontefice ha rivolto i suoi pensieri all’Ucraina: «avrei voluto oggi portarti il ringraziamento del popolo ucraino per la pace che da tempo chiediamo al Signore. Invece devo ancora presentarti la supplica dei bambini, degli anziani, dei padri e delle madri, dei giovani di quella terra martoriata. Ma in realtà noi tutti sappiamo che tu sei con loro e con tutti i sofferenti così come fosti accanto alla croce del tuo Figlio. Guardando a te, che sei senza peccato, possiamo continuare a credere e sperare che sull’odio vinca l’amore», ha detto, commuovendosi.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/ VATICAN MEDIA