La serie targata Disney+ ha vinto il primo premio a Berlino per la televisione. Racconta la storia di tre donne che hanno sfidato la ‘ndrangheta
Il primo Berlinale Series Award della 73esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino è stato assegnato alla serie The Good Mothers targata Disney+.
La serie, che debutterà in Europa il prossimo 5 aprile, è tratta dall’omonimo bestseller del giornalista Alex Perry, diretta da Julian Jarrold ed Elisa Amoruso e prodotta da Juliette Howell, Tessa Ross e Harriet Spencer per House Productions e da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, una società del gruppo Fremantle.
La sceneggiatura, curata dall’autore di Baghdad Central Stephen Butchard, racconta la ‘ndrangheta calabrese dal punto di vista di tre donne che hanno osato sfidarla collaborando con la giustizia. A interpretare i personaggi di questa storia sono: Gaia Girace nel ruolo di Denise Cosco, Valentina Bellé nei panni di Giuseppina Pesce, Barbara Chichiarelli in quelli di Anna Colace, Francesco Colella in quelli di Carlo Cosco, Simona Distefano nel ruolo di Concetta Cacciola, Andrea Dodero in quello di Carmine e con Micaela Ramazzotti nel ruolo di Lea Garofalo.
«The Good Mothers ci ha catturato con i suoi personaggi a più livelli, trattati con cura e lasciati evolvere sotto i nostri occhi. I creatori della serie sono stati meticolosi nel ricreare un mondo autentico e dettagliato, presentato da un cast stellare, con performance che ci hanno fatto battere il cuore, la splendida fotografia, il design della produzione e le location hanno contribuito all’atmosfera ultra realistica della serie, come è giusto che sia considerando che si basa su eventi reali», ha spiegato la giuria, composta dall’ex capo degli Yes Studios Danna Stern, dalla star di Moonlight Andre’ Holland e dalla sceneggiatrice danese Mette Heeno.
Il Berlinale Series Awards è il primo premio per la televisione assegnato in un grande festival cinematografico, realizzato in collaborazione con il sito web Deadline a cui la giuria ha espresso il desiderio di migliorare con questo premio la visibilità delle serie televisive nelle kermesse di primo piano.
Chissà che in futuro non vedremo serie televisive premiate anche a Cannes, a Park City o a Tribeca.
di: Alessia MALCAUS
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