Il cavaliere commenta l’audio trapelato “fuori contesto”. Con Meloni “normali discussioni”
Con l’uscita del secondo audio trapelato da una conversazione di Berlusconi con i suoi azzurri e la dura replica di Meloni («l‘Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica. Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo»), continua a tremare la coalizione di centrodestra, al lavoro in queste ore per definire la lista dei ministri da presentare al presidente della Repubblica Mattarella che inizia oggi le sue consultazioni.
Oggi Forza Italia tenta di ricucire lo strappo: «è ridicolo mettere in discussione il mio atlantismo» dice Berlusconi, per un audio interpretato “fuori contesto”, anche se “non rinnego i miei rapporti passati di amicizia con Vladimir Putin“.
Come afferma lo stesso Cavaliere in un’intervista al Corriere della Sera, l’audio è stato diffuso “senza conoscere il senso globale delle mie parole, con il solo scopo di diffondere calunnie e disinformazione“. Si sarebbe infatti trattato di un “ragionamento più ampio” che “si concludeva con la condanna dell’invasione russa e con l’auspicio di una soluzione negoziata, che ponga fine a questo massacro e che tuteli i diritti del popolo ucraino“.
E con Meloni? «Non parlerei di dissidi – minimizza – ma di normali discussioni fra forze politiche alleate, leali, ma diverse fra loro».
Tajani: totalmente a favore della Nato
Ribadisce il posizionamento di Forza Italia anche il vicepresidente Antonio Tajani, arrivato al summit del Ppe tenutosi prima del Consiglio Ue sul price cap: «sono qui per confermare ancora una volta la posizione del mio partito, la mia posizione personale e la posizione del leader del mio partito totalmente a favore della Nato e delle relazioni transatlantiche, in favore dell’Europa e contro l’inaccettabile invasione russa dell’Ucraina».
Parole che non lasciano spazio a interpretazione e sembrano voler mettere a tacere i malumori nati in seno al Ppr, e non solo, dopo le ultime esternazioni di Berlusconi.
«Noi supporteremo qualsiasi governo che abbia un chiaro approccio a favore dell’Ue, a favore dell’Ucraina e a favore dello Stato di diritto. Sono felice che Antonio Tajani sia qui, lui è la garanzia dell’atlantismo di Fi» ha risposto il capogruppo e presidente del Ppe Manfred Weber.
Pd a Meloni: “dichiari collocazione internazionale, no ambiguità”
Il senatore e responsabile sicurezza del Pd, Enrico Borghi, ospite ad Agorà su Rai Tre, chiede a Meloni di esprimere una chiara collocazione internazionale. «Se introduciamo un elemento di ambiguità profonda sulla collocazione internazionale rischiamo di indebolire un esecutivo che sta per nascere e il ruolo stesso della nostra Nazione – dice. – La proposta che noi abbiamo fatto è: nel momento in cui verrà alle Camere, Giorgia Meloni dovrà chiarire, perché non è che adesso scopriamo che Berlusconi e Salvini sono filo putiniani. Lo erano anche in campagna elettorale. C’è un punto chiaro su cui il Parlamento si deve esprimere e i partiti della destra devono venire in Parlamento a chiarire qual è per loro la collocazione internazionale dell’Italia, ne va della sicurezza e delle credibilità del Paese», conclude.
Intanto, tra lunedì e martedì prossimi, la direzione del Partito Democratico presenterà le regole e l’iter in quattro fasi del congresso costituente del partito.
Ai lavori parteciperà anche Articolo 1 nell’attesa di capire se il partito “sia davvero aperto e capace di costruire la nuova proposta progressista che serve al Paese“. Il segretario nazionale, Roberto Speranza, sta organizzando un tour in gran parte dell’Italia per stabilire il da farsi a tal proposito.
Renzi al Copasir? “Non ci penso nemmeno”
Il leader di Italia Viva risponde alle voci su un suo interessamento alla presidenza del Copasir scrivendo su Facebook che “non ci pensa nemmeno”. Secondo l’ex premier a far circolare la voce sarebbero i dem ai quali risponde: «il Pd con più voti regala più posti ai Cinque Stelle (e inconsapevolmente a Fratelli d’Italia) sacrificando persino due propri candidati pur di non fare l’accordo con noi. Mai visto un partito più masochista di chi dona il sangue agli avversari pur di attaccare noi tutti i giorni: prima o poi l’incantesimo svanirà e si renderanno conto di quello che stanno combinando. Ma non c’è nessuno al Nazareno che abbia il coraggio di dire che questa strategia è allucinante? Nel frattempo danno le veline ai giornali: Renzi fa polemica perché vuole fare il presidente del Copasir. Ovviamente io non ci penso nemmeno. Io voglio fare politica e so farla anche senza un ruolo istituzionale».
«Non era mai accaduto nelle precedenti legislature che una forza politica fosse totalmente cancellata dagli uffici di presidenza. Mai successo! – prosegue. – Eliminando noi dal voto in Aula i posti per le opposizioni paradossalmente sono scesi, passando da 14 a 12: Fratelli d’Italia ha avuto due segretari d’aula in più perché noi e il gruppo delle autonomie siamo stati costretti dall’arroganza Pd-Grillina a stare fuori dall’Aula. Come in campagna elettorale il Pd è stato dunque il miglior alleato della Meloni. Si chiama fuoco amico. E poi c’è ancora qualcuno che si domanda dove abitano i franchi tiratori?».
E poi aggiunge: «io non farò il Presidente del Copasir, io farò opposizione da senatore semplice. E questa polemica su di me è la stessa, identica, della fine del governo Conte quando dicevano che facevo polemica perché volevo fare il ministro. Io non facevo polemica, io facevo politica. Grazie a quella mossa Conte è andato a casa ed è arrivato Draghi, salvando il Paese. Continueranno ad attaccarmi sul piano personale, utilizzando tutte le armi dalle veline ai giornali fino alle aggressioni giudiziarie: io continuerò a rispondere con il sorriso, facendo politica. Perché la politica è una cosa diversa da ciò che fanno loro. E i numeri delle votazioni in Parlamento di ieri lo dimostrano in modo definitivo».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI