Il presidente degli Stati Uniti visita il confine col Messico, check point della tragedia migratoria
«Hanno bisogno di molte risorse e noi gliele daremo». Sono queste le prime parole del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in visita al El Paso, la città del Texas al confine con il Messico dove da anni si raccolgono i protagonisti della crisi di migranti che vede arrivi record negli Stati Uniti. Si tratta della sua prima visita presidenziale;d accoglierlo anche il governatore dello Stato, il repubblicano Gregg Abbott, che in passato lo ha accusato di “aver trasformato il confine in un colabrodo”.
Non solo migranti: la visita di oggi è anche la prima tappa di un viaggio di tre giorni, che tocca anche il tema del narcotraffico e che porterà Biden a Città del Messico, dove il presidente parteciperà a un vertice con il suo omologo messicano Andrés Manuel Lopez Obrador e il primo ministro canadese Justin Trudeau.
La questione migratoria è un argomento scomodo e delicato per l’amministrazione Biden, già al centro di pesanti polemiche dopo le precedenti dichiarazione della vice Kamala Harris. Se da una parte alcuni, soprattutto gli industriali statunitensi, apprezzano l’afflusso di manodopera a basso costo proveniente dal Sud America (dal Messico infatti passano diverse rotte migratorie) sono invece gli attivisti per i diritti umani e alcuni democratici a essere particolarmente critici in materia, e affermano che le nuove restrizioni sono un passo indietro rispetto alle promesse della campagna elettorale del 2020 di ripristinare i diritti storici ai richiedenti asilo.
Greg Abbott da parte sua, incontrando Biden a El Paso, gli ha consegnato una lettera che prevede cinque passaggi per affrontare la crisi al confine; tra questi, la detenzione per i milioni di persone che sono già entrati negli Stati Uniti illegalmente, compresa la separazione forzata dei bambini e dei minori dalle proprie famiglie. Si tratta però di una pratica oltre i limiti del diritto internazionale e umanitario, che ha attirato le critiche del mondo dopo la pubblicazione, lo scorso anno, del pianto dei piccoli tenuti separati dai genitori, spesso vittime di un trauma psicologico permanente. Un processo in aperta violazione del diritto umanitario ma rilanciato dal deputato repubblicano Jim Jordan che ha dichiarato domenica a Fox News che il suo partito potrebbe aiutare i democratici, ma solo se Biden adottasse le politiche dell’ex presidente Donald Trump.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/SASHENKA GUTIERREZ