La madre “ha detto ai carabinieri chi può averla presa”
A Firenze è scomparsa una bambina di cinque anni, Kataleya Chicllo Alvarez, da uno stabile occupato, l’ex hotel Astor, dove vive con la famiglia.
Gli adulti dell’Astor l’hanno vista l’ultima volta mentre giocava nel cortile.
La madre della piccola, Kathrina Alvarez, è stata ascoltata dai carabinieri e ha fatto il nome di una persona sospettata: «qualcuno l’ha presa perché lei anche se esce qui fuori poi torna. Conosce questa via perché sempre si va a scuola, si va di qua e di là insieme. È impossibile che lei si perda da sola, ma qualcuno l’ha presa e l’ha portata via. Ho detto ai carabinieri chi può essere», ha dichiarato.
Alcuni inquilini dello stabile occupato dove la famiglia vive hanno sfilato questa mattina con ola madre della piccola manifestando in corteo on uno striscione: ‘Aiutateci a trovare Kataleya’ e intonando slogan come ‘Vogliamo giustizia’, “Vogliano risposte” e ‘Torna a casa Kataleya’. I manifestanti, quasi tutti di origine sudamericana, sono arrivati di fronte al Tribunale dei minori di Firenze dove hanno attaccato cartelli e striscioni.
Una squadra intanto sta setacciando tutte le telecamere del quartiere: «qualcosa ci può essere sfuggito, stiamo esaminando ogni fotogramma», ha detto il generale dicendo: «il padre della bimba è detenuto, non lo ritengo coinvolto, la sua famiglia non abita a Firenze e sta collaborando in modo fattivo alle ricerche».
La reazione del padre di Kataleya
Alla notizia della scomparsa della piccola il padre, un 26enne detenuto nel carcere di Sollicciano per reati contro il patrimonio e furto ha tentato il suicidio. L’uomo, come riporta Firenze Today, ha ingerito un flacone di detersivo ed è stato trasportato in ospedale dove è rimasto fino a questa mattina. Anche in ospedale l’uomo avrebbe tentato di uccidersi, strangolandosi con un cavo.
La telefonata
Nella giornata di ieri c’è stata la telefonata di un uomo ad un’amica, scambiata per la mamma, e a cui veniva detto “tua figlia è con me”. Si pensa sia stata fatta da un mitomane anche se rimane “una pista che stiamo battendo”. «Non ha fornito elementi pratici, né detto perché avrebbe fatto un sequestro, abbiamo elementi per dire che si tratta di una telefonata fallace. Stiamo cercando di rintracciare la persona che ha fatto questa telefonata”, ha detto il generale dei carabinieri Gabriele Vitagliano, comandante provinciale a Firenze.
di: Micaela FERRARO
Aggiornamento di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/ VALENTINA MAROTTA