SAMAN ABBAS

Richiesta condanna a 30 anni per lo zio Danish Hasnain e i cugini Nomaulhaq Nomanulhaq e Ikram Ijaz

Sono arrivate le richieste di condanna della Procura di Reggio Emilia per gli imputati nel processo sulla morte di Saman Abbas, la 18enne uccisa a Novellara nel 2021. Per il padre Shabbar Abbas e la madre Nazia Shaheen è stato chiesto l’ergastolo con due anni di isolamento diurno, 30 anni per lo Danish Hasnain e i cugini Nomanulhaq Nomanulhaq e Ikram Ijaz.

La Procura ha chiesto la condanna per omicidio e soppressione di cadavere, mentre ha chiesto l’assoluzione per il sequestro di persona. Le richieste sono state formulate dalla pm Laura Galli dopo la requisitoria dell’accusa.

Durante l’udienza la pm Galli ha affermato che Shabbar Abbs “è colui che ha deciso l’omicidio della figlia”. e che l’uomo “non poteva essere l’esecutore materiale dell’omicidio perché ci volevano almeno due minuti per strozzare Saman e non è mai stato ‘fuori’ dalle telecamere”, facendo riferimento al video in cui si vede la giovane uscire di casa insieme ai genitori per poi “sparire” dall’inquadratura. Per Shabbar Abba la magistrata individua un concorso morale e materiale “perché ha agevolato l’esecuzione portandola fuori da casa e l’ha consegnata all’assassino”.

Secondo Galli, la madre della 18enne Nazia Shaeen, “ha contribuito all’omicidio di Saman non solo condividendo l’uccisione della figlia ma anche fattivamente”. Per la pm “non ci sono differenze” tra la donna è il marito.

Stando a quanto emerso dalle testimonianze e dalle intercettazioni, Shaeen descriveva la figlia come “una pazza”, oltre a sostenere che la giovane sia morte per una sua stessa “colpa” perché “erano stati costretti a ucciderla dal momento che rappresentava un disonore per la famiglia”.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/FACEBOOK SAMAN ABBAS