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“I rischi erano troppo alti”, ha spiegato il direttore di Nefrologia

Al Sant’Orsola di Bologna è avvenuta un’operazione totalmente fuori dagli schemi: una 25enne è stata operata di trapianto soltanto con anestesia loco-regionale. L’operazione infatti era inevitabile ma l’anestesia generale non era possibile farla a causa di alcune patologie concomitanti all’insufficienza renale.

È stata operata per un trapianto di rene da donatrice vivente, sua mamma Rosaria.

«Veronica soffre di fibrosi cistica e il suo quadro clinico è complessivamente difficile, contraddistinto da un’insufficienza respiratoria che rendeva impossibile anche solo ipotizzare l’anestesia generale: i rischi erano troppo alti – ha spiegato Gaetano La Manna, direttore Nefrologia, dialisi e trapianto -. Abbiamo scelto di proporle un trapianto con anestesia loco-regionale dopo un lungo confronto multidisciplinare».

«Siamo orgogliosi di averle offerto questa opportunità, perché nonostante la complessità dell’intervento abbiamo evitato a Veronica di continuare la dialisi e numerose altre complicazioni. Poter offrire una soluzione terapeutica anche alle persone più fragili come Veronica rappresenta per la medicina una sfida culturale e scientifica, ma anche e soprattutto un grande gesto di sensibilità umana e professionale a cui la comunità scientifica non deve mai sottrarsi», ha sottolineato lo specialista.

di: Alice GEMMA

FOTO: PIXABAY