Bolsonaro autorizza il Governo di transizione. Città senza benzina per le proteste anti-Lula

Dopo due giorni dal verdetto delle urne Bolsonaro prende la parola. Dal Palacio do Planalto a Brasilia il presidente uscente, seppur non ammettendo in un primo momento la sconfitta, lascia intendere di non aver intenzione di violare la Carta Costituzionale.

«Il nostro sogno continua, più vivo che mai – sostiene Jair Bolsonaro. – Siamo per l’ordine e il progresso. Sono stato sempre etichettato come antidemocratico pur muovendomi dentro la Costituzione» e ha voluto sottolineare che “continuerà ad obbedire alla Costituzione”.

La notizia dell’avvenuto riconoscimento del voto da parte del presidente uscente arriva dalla Corte Suprema del Brasile che ha reso noto che Bolsonaro ha riconosciuto il voto e autorizzato il governo di transizione.

L’ex presidente ha anche ringraziato “i 52 milioni di elettori che mi hanno votato il 30 ottobre”, ha poi dichiarato che i blocchi stradali sono nati da “un sentimento di indignazione e di ingiustizia per il processo elettorale. Le manifestazioni pacifiche saranno sempre le benvenute ma i nostri metodi non possono essere quelli della sinistra”.

Brasile nel caos

Il Paese scivola però nel caos. I bolsonaristi hanno messo in atto dei blocchi stradali che hanno causato una penuria di combustibile nei distributori di benzina nelle città del sud e del centro-ovest, secondo quanto riporta il sito di informazione Estadao. La Confederazione nazionale dei trasporti (Cnt) del Brasile ha messo in guardia sul rischio di penuria di cibo e medicinali, e il partito di Lula attacca Bolsonaro, che avrebbe dovuto “prendere misure” per evitare che tutto questo avvenisse.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/ANDRE COELHO