GARDALAND

In un anno 120 milioni di euro e 30mila nuovi posti di lavoro

Il settore dei parchi divertimento torna a fiorire dopo il lungo stop dovuto al Covid.

Secondo i dati resi noti dalla Siae, in un anno c’è stato un investimento da 120 milioni di euro, con un incremento del 20% dei posti di lavoro per un totale di 30mila dipendenti (20mila assunzioni stagionali e 10mila dipendenti fissi).

Ogni anno il settore del divertimento permanente accoglie 17 milioni di clienti, di cui circa un milione e mezzo stranieri, per un fatturato di oltre 300 milioni di euro.

Il comparto è composto da 230 strutture che variano da parchi faunistici, avventura, tematici e acquatici.

«Il settore dei parchi divertimento è fondamentale per il turismo ed è un volano per il territorio, con il suo indotto in termini di giro d’affari e occupazione. Le aziende del comparto stanno confermando e sostenendo gli investimenti, pur avendo ricevuto, tra ritardi e cavilli burocratici, aiuti insufficienti dopo la pandemia», ha spiegato Luciano Pareschi, presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani, Confindustria.

Il Covid è stato un vero e proprio spartiacque: il biennio pandemico ha comportato la perdita di oltre 250 milioni di euro di fatturato e decine di migliaia di posti di lavoro. Nel 2022 c’è però stata un’inversione di tendenza e molte strutture sono tornate ai livelli del 2019.

Una spinta per gli investimenti è anche la questione green: «tra le sfide anche quella della sostenibilità, che si è già concretizzata attraverso l’efficientamento di molte strutture e l’adozione di pratiche virtuose, a cui si sta affiancando lo sviluppo di impianti fotovoltaici per l’approvvigionamento autonomo e pulito dell’energia elettrica», ha spiegato Pareschi. L’Associazione chiede al Governo più attenzione per il comparto, che sta facendo molto in materia di sostenibilità, a partire dall’attenzione al consumo sempre più attento e consapevole dell’acqua, con l’adozione di impianti di filtraggio e ricircolo ancora più performanti, abbinati allo studio di nuove tecnologie.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK