Lo studio è stato realizzato da un gruppo di archeologi della Norwegian University of Science and Technology
Secondo uno studio dell’Università di Oviedo (Asturie) e pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, la caccia alle balene grigie risale alla cultura Vlaardingen dei Paesi Bassi nell’Età della Pietra, tra i 3.500 e i 2.500 anni prima di Cristo.
Potrebbe essere una delle tradizioni baleniere più antiche del Vecchio Continente ed è una delle analisi archeo-zoologiche delle più complete. È stata realizzata da un gruppo di archeologi diretto da Youri van den Hurk desde la Norwegian University of Science and Technology.
Secondo questa ricerca, le prime attività di caccia alla balena erano molto diffuse in Europa ed ebbero un impatto decisivo sulle popolazioni dei cetacei tanto da aiutare portare all’estinzione delle specie franca atlantica e grigia delle coste europee.
È stato permesso di analizzare 719 ossa di giacimenti archeologici di balene, alcune originarie delle regioni iberiche delle Asturie, di Cantabria e Galizia. Gli archeologi hanno rivelato che molte ossa appartenevano a due specie di balene che non sono presenti in acque europee. Lo ha spiegato Carlos Nores, ricercatore dell’Istituto Indurot dell’Università di Oviedo.
Più di 300 resti di ossa arrivano dalla balena franca del Nord Atlantico, che venne catturata in acque europee e della quale al giorno d’oggi rimangono in totale fra i 300 e i 400 individui sulla costa nordamericana. Anche della balena grigia sono state ritrovate oltre 100 ossa: è attualmente estinta nel Nord Atlantico ed è soltanto presente nel Nord Pacifico.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/DC