Cento milioni di esemplari uccisi ogni anno
Il film che portò Steven Spielberg al successo fu Lo squalo, fantastica opera che vinse tre Oscar e si guadagnò il titolo di film con il maggior incasso della storia per l’epoca. Fu un grande successo che però portò il regista, quasi 50 anni dopo, a sentirsi in parte colpevole della psicosi collettiva scatenata verso gli squali.
Il film di suspance gioca molto sulla paura della minaccia e meno sullo squalo in sé utilizzando elementi come la celebre colonna sonora di John Williams per creare ansia nello spettatore. Steven Spielberg aveva aperto la strada a uno stuolo di imitatori, che vedevano nello squalo una forte minaccia.
«Questa è una delle cose che ancora temo. Non di essere mangiato da uno squalo, ma che gli squali siano in qualche modo arrabbiati con me per la frenesia dei folli pescatori sportivi avvenuta dopo il 1975», ha confessato Spielberg alla BBC. Il regista ha confessato di essere profondamente dispiaciuto per i danni apportati all’immagine degli squali che, dopo la sua opera, sono stati designati come una minaccia costante per l’uomo.
L’attore si mostra disponibile a ricordare, invece, che il pescecane non è qualcosa da eliminare dalla natura e che, probabilmente, la sua semplice esistenza non deve preoccuparci. «Se abbiamo la possibilità di portare i bambini ad ammirare gli squali in natura, li vedranno sotto una luce diversa», ha raccontato la biologa marina Jillian Morris al National Geographic. «Vedendo che gli squali si comportano in modo molto diverso rispetto ai racconti che hanno sentito per tutta la vita, i bambini rimangono stupiti e spesso si crea un legame con gli squali che conserveranno nel cuore per tutta la vita».
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Nature, la popolazione mondiale degli squali è diminuita del settanta per cento dal 1970. Si parla di circa cento milioni di esemplari uccisi ogni anno.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/EDUARDO LIMA