Il segretario di Azione Calenda si auspica un sistema a tre poli: sinistra populista, centrodestra e uno fatto da “noi”
Dopo la pesante sconfitta alle scorse elezioni politiche, il Partito democratico deve guardare al futuro. «Abbiamo perso. Ne usciamo con un risultato insufficiente, ma ne usciamo vivi. E sulle nostre spalle c’è oggi la responsabilità di organizzare un’opposizione seria alla destra – scrive il segretario Enrico Letta in una lettera agli iscritti e alle iscritte sul Congresso Costituente del Nuovo Pd. – Contenuti forti e volti nuovi sono entrambi necessari. Gli uni senza gli altri rischiano di trasformare il Congresso in un casting e in una messa in scena staccata dalla realtà e lontana dalle persone».
E ancora, prosegue: «abbiamo bisogno di un vero Congresso Costituente. Per questo vi chiedo di partecipare con passione e impegno, accanto ad altri che spero vorranno raggiungerci per fare insieme un percorso che, come proporrò alla Direzione convocata per la prossima settimana, dovrebbe essere articolato in quattro fasi. Apertura, opposizione, nuova vita. Contenuti forti e volti nuovi sono entrambi necessari -gli uni senza gli altri rischiano di trasformare il Congresso in un casting e in una messa in scena staccata dalla realtà e lontana dalle persone. Se non li bilanciamo con attenzione, ci trasformiamo definitivamente nelle maschere pirandelliane che evocai nel mio ormai lontano discorso del 14 marzo 2021», conclude.
Di Maio in silenzio social
Resta escluso dall’opposizione e dal dibattito, invece, l’ormai prossimamente ex ministro degli Esteri e leader di Impegno civico, Luigi Di Maio, che resta in silenzio. La pagina ufficiale Facebook infatti è scomparsa e risulta ora irraggiungibile. L’ultimo contenuto risale al giorno successivo alle elezioni quando, dopo essere rimasto fuori dal Parlamento, l’ex pentastellato ha ammesso la sconfitta.
Calenda: “Pd? Tornerà nelle braccia del M5S”
Allo stesso futuro guardano anche i rivali dei dem. A parlare è Carlo Calenda: «penso che il Pd debba riflettere, anche se sono 15 anni che riflette su cosa debba essere. Credo tornerà nelle braccia dei 5Stelle ma il Pd, così com’è oggi, non ha più senso di esistere: metà di loro guarda a noi, al riformismo; l’altra metà guarda ai 5Stelle».
Ospite a Mattino 5 dichiara ancora: «questa cosa va chiarita una volta per tutte. Io credo che in Italia ci debbano essere tre poli tra cui scegliere: uno di sinistra populista con Pd, Fratoianni e M5S; un altro di centrodestra e uno fatto da noi, con le persone che arriveranno e con i voti che sapremo conquistare».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI