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I lavoratori del web nel mirino di Agcom

Anche per gli influencer arrivano nuove regole sull’utilizzo dei social. È stato Agcom a deciderlo.

Il Consiglio dell’Autorità ha “deciso all’unanimità, nella riunione del 13 luglio, di indire una consultazione pubblica sulle misure per garantire il rispetto da parte degli influencer delle disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi”.

È questo quello che si legge in una nota nella viene sottolineato: “la crescente rilevanza e diffusione dell’attività di soggetti denominati nel linguaggio corrente con il termine di ‘influencer’, ma anche ‘vlogger’, ‘streamer’ o ‘creator’ che creano, producono e diffondono al pubblico contenuti audiovisivi tramite piattaforme per la condivisione di video e, in generale, tramite social media, ha attirato l’interesse delle istituzioni pubbliche, in considerazione dell’impatto che essi hanno sugli utenti, sui consumatori e sulla società, conducendo all’avvio di iniziative regolamentari in numerosi Paesi europei. È proprio in tale contesto che si inscrivono le riflessioni dell’Autorità circa le disposizioni normative e regolamentari applicabili a questi soggetti, anche al fine di favorire una maggiore trasparenza e consapevolezza nei confronti degli stakeholder e del pubblico”.

Il Consiglio ha deciso di: “sottoporre a consultazione pubblica, per acquisire le osservazioni di tutti i soggetti interessati, un documento relativo alle misure volte a garantire il rispetto da parte degli influencer delle disposizioni del Testo unico. L’Autorità ritiene che il contenuto del documento potrà, in esito alla consultazione pubblica, trovare un adeguato veicolo regolamentare nella forma delle Linee-guida, le quali, oltre a presentare il pregio di una maggiore flessibilità rispetto a un regolamento, meglio si attagliano alla concreta fattispecie degli influencer. Il presupposto è che gli influencer svolgono un’attività analoga o comunque assimilabile a quella dei fornitori di servizi di media audiovisivi sotto la giurisdizione nazionale e sono, dunque, chiamati al rispetto delle misure previste dal Testo unico, laddove ricorrano i requisiti evidenziati nel documento sottoposto a consultazione”.

In aggiunta, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha ritenuto fin da subito necessaria la diversificazione tra due soggetti: coloro che propongono dei contenuti audiovisivi in maniera continua, con una modalità di offerta e organizzazione degli stessi tale da renderli sovrapponibili a un catalogo di un servizio di media on-demand (ad esempio, i canali YouTube). Per questi sarà obbligatoria l’applicazione della totalità degli obblighi previsti dal Testo unico, ivi inclusi, a titolo esemplificativo, l’iscrizione al Roc, la disciplina in materie di opere europee e indipendenti, la Scia (segnalazione certificata di inizio attività). E poi i soggetti che operano in maniera meno continuativa e strutturata, ai quali, non appare giustificata l’applicazione nella sua interezza del regime giuridico previsto per i servizi di media audiovisivi a richiesta.

Ai servizi di piattaforma per la condivisione di video si applicano comunque le disposizioni di cui agli articoli 41 e 42 del Testo unico e i regolamenti attuativi adottati dall’Autorità. Questi servizi sono esclusi dall’applicazione del provvedimento che sarà adottato ad esito della consultazione perché tali piattaforme sono l’unico strumento attraverso il quale gli influencer rendono disponibili al pubblico i propri contenuti. La consultazione pubblica avrà una durata di 60 giorni a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento sul sito internet istituzionale dell’Autorità.

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK