Mancano cinque giorni alle elezioni in Turchia ed Erdogan cerca la riconferma
La campagna elettorale di Recep Tayyip Erdogan si gioca anche in campo economico. Il presidente turco, a cinque giorni dalle elezioni, ha alzato il salario minimo dei dipendenti pubblici del 45% per i lavoratori inquadrati al livello più basso (circa 700mila persone) e ha promesso ulteriori rialzi intorno a luglio, in caso di conferma.
«Continueremo a lavorare su salari minimi e pensioni. A Luglio abbiamo in programma un nuovo adeguamento, sulla base dell’andamento dell’inflazione. Non lasceremo indietro nessuno. Sono passi che compiremo, nonostante i 100 miliardi di dollari necessari nelle aree colpite dal terremoto» ha spiegato Erdogan. Oltre ai salari anche il tema della gestione dell’emergenza post-sisma è al centro del dibattito politico turco e il presidente ha promesso 319mila case riconsegnate entro un anno, mentre il progetto complessivo riguarda la costruzione di oltre 600mila abitazioni per le persone che hanno subito i danni del terremoto del 6 febbraio.
In materia di energia Erdogan ha rivendicato la scoperta di giacimenti petroliferi nell’est del Paese, assicurando che la Turchia sia “pronta a produrre 100 mila barili di petrolio al giorno“, spiegando che in questo modo “non dipenderemo più da altri Paesi per l’energia, la Turchia è destinata a diventare un Paese esportatore“
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/TOLGA BOZOGLU