La presunta “talpa” Jack Teixeira è stata formalmente incriminata
In merito ai documenti riservati del Pentagono, coinvolti nella fuga di notizie , il presidente Joe Biden ha chiesto che vengano adottate misure per aumentare la tutela delle informazioni sensibili.
«Ho ordinato alla nostra comunità militare e di intelligence di adottare misure per proteggere e limitare ulteriormente la distribuzione di informazioni sensibili – ha dichiarato Biden – il nostro team di sicurezza nazionale si sta coordinando strettamente con i nostri partner e alleati. Mi congratulo per la rapidità con cui le forze dell’ordine hanno indagato e risposto alla recente diffusione di documenti governativi statunitensi riservati, stiamo ancora determinando la validità di questi documenti».
La presunta “talpa”, il 21enne Jack Teixeira, è stata arrestata e formalmente incriminata dal giudice di Boston David Hennessy. Due i capi di imputazione contestati all’aviere: detenzione e trasmissione non autorizzate di informazione di difesa nazionale e non autorizzato prelievo e detenzione di documenti classificati. La prossima udienza è stata fissata per mercoledì 19 aprile: ino ad allora Teixeira rimarrà agli arresti.
Media: “forze speciali russe distrutte”
Stando al Washington Post la guerra in Ucraina ha “distrutto” le forze speciali, impiegate dalla Russia per operazioni clandestine. Secondo il quotidiano statunitense, ci vorrà un decennio per ricostruirle.
Le forze speciali – sottoposte a un duro addestramento di quattro anni – sono state creati per portare a termine missioni clandestine ad alto rischio. Secondo l’intelligence Usa, i comandanti militari russi, poco convinti delle capacità delle truppe convenzionali, hanno inviato al fronte anche questa forza di élite, che è stata in gran parte distrutta nei combattimenti. Questo limiterebbe fortemente le capacità di Mosca di usare tattiche clandestine a sostegno dei combattimenti convenzionali sia in Ucraina, sia in altre aree del mondo.
Nei documenti non viene riportata la cifra esatta delle forze speciali russe rimaste uccise, ma viene citato il caso della 346esima unità che “ha perso una intera brigata, con 125 persone rimaste attive su un totale di 900 dispiegati”. Foto satellitari delle guarnigioni, prima della partenza per il fronte e dopo il ritorno alla base la scorsa estate mostrerebbero “significative perdite” per quattro di cinque brigate di forze speciali russe, dispiegate al fronte.
Gli analisti statunitensi hanno tracciato i movimenti di ogni unità di forze speciali, ritornata alla base nel sud della Russia, tranne del del 25esimo reggimento. Forti perdite di uomini ed equipaggiamento “potrebbero spiegare perché non vi sono chiari segnali del loro ritorno”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/ EPA/Allison Dinner