Sarebbero soprattutto gli appartenenti alla Gen Z quelli più convinti di condividere con entità non umane la propria abitazione, meno i baby boomer

Case infestati dai fantasmi? Gli americani ci credono. Secondo alcuni studi recenti, riportati dal New York Times, infatti, molti cittadini degli States sarebbero convinti che la loro abitazione sia abitata da un’entità non vivente.

Su 1.000 proprietari intervistati dalla Società di sicurezza domestica Vivint nello Utah, la metà ha detto di credere infestata la propria casa, mentre il 44% dei 1.000 intervista da Real Estate Witch, piattaforma di compravendita, ha dichiarato d’aver vissuto in una casa infestata di fantasmi.

Nel sondaggio Vivint, inoltre, il 65% dei Gen Z che ha partecipato al sondaggio pensava che la loro casa fosse infestata dai fantasmi rispetto al 35% dei baby boomer. Come riporta il Times, tra le cause di questo fenomeno secondo gli esperti ci sarebbe il declino del legame religioso e la pandemia che “ha giocato un ruolo nel rapporto della società con le case e i fantasmi” perché “l’importanza della morte nella nostra cultura è aumentata, accendendo in taluni il desiderio di prove di una vita nell’aldilà”. Secondo alcuni, inoltre, vivere in una casa infestata sarebbe “un modo per connettersi al passato che elettrizza la vita di tutti i giorni“.

Resta da capire se questi dati possono o no giovare al settore immobiliare. «Per i venditori, anche i mormorii paranormali potrebbero essere un utile punto di marketing. Ad inizio 2022 la casa di Rhode Island, tre camere da letto, che ha ispirato il film horror “The Conjuring” è stata venduta oltre il prezzo fissato di 1,525 dollari. Nel 2021, una proprietà del Massachusetts, luogo di famigerati omicidi, è stata venduta per 1,875 dollari. Decine di annunci di Airbnb pubblicizzano anche esperienze fantasmatiche, come “oasi infestata al secondo piano” o “tana dei fantasmi”», si legge sul quotidiano newyorkese. La maggior parte dei venditori, tuttavia, resta dubbioso nello sfruttare questo “sentiment horror”.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: PIXABAY