Per il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, è pura follia
“Vi comunico che nei sotterranei del Castel Sant’Angelo, dietro una porta rinforzata, dovrebbe trovarsi una stanza di circa 20 metri quadri nella quale dovrebbero trovarsi resti umani, compresi quelli di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori”, sono le parole dell’ex carabiniere Antonio Goglia, impiegato comunale di San Giorgio a Cremano, riguardo il caso di Emanuela Orlandi, la 15enne figlia di un dipendente del Vaticano scomparsa il 22 giugno 1983 a Roma.
Affermazioni a cui il fratello della giovane, Pietro Orlandi, ha subito risposto: “è pura follia, com’è possibile che gli venga data tutta questa attenzione?”.
Anche la legale della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, ha commentato: “tutto è attendibile se viene supportato da prove, per cui se si tratta di dichiarazioni come quelle che ho letto tutto ciò non fa altro che generare ulteriore confusione e devo dire che in questo momento di confusione ce n’è già parecchia”, sottolineando che in assenza di prove “tutto questo non fa altro che nuocere alla ricerca di Emanuela”.
di: Alice GEMMA
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