Meloni ha annunciato che a breve verrà varata una norma sui rati legati alla criminalità organizzata
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che attua la delega della legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 sulla mappatura e la trasparenza dei regimi concessori di beni pubblici.
Via libera, quindi, alla banca dati, con il nuovo sistema di ricognizione, di tutte le concessioni pubbliche, comprese quelle balneari.
A presiedere la riunione la premier Giorgia Meloni, prima della sua partenza per Bruxelles per partecipare al vertice Ue-Celac, tra i Paesi membri e gli Stati latinoamericani.
Inizialmente la presidente del Consiglio non avrebbe dovuto presiedere la riunione dell’esecutivo prima prevista alle 18 poi anticipate alle 17. All’ordine del giorno ci sarebbero anche il decreto legislativo di attuazione della delega per la mappatura e la trasparenza dei regimi concessori di beni pubblici, tra cui quelli dei balneari.
Meloni: “a breve norma su reati di criminalità organizzata”
In apertura Meloni ha annunciato che a breve “d’intesa con il ministro della Giustizia” sarà messa a punto “una norma di interpretazione autentica, che chiarisca una volta per tutte cosa debba intendersi per ‘reati di criminalità organizzata’ e che eviti che gravi reati vadano impuniti per effetto dell’interpretazione di recente avanzata dalla Corte di Cassazione”.
«Il nostro sistema giudiziario penale prevede una distinzione tra reati di criminalità organizzata e altri reati – ha dichiarato Meloni – Per i reati di criminalità organizzata è consentito un uso più esteso e incisivo degli strumenti di indagine, considerata la difficoltà di rintracciarne le prove. È inoltre previsto un maggior rigore nella concessione dei benefici penitenziari, considerata la loro pericolosità e pervasività sociale. Se fino a poco tempo fa l’interpretazione del concetto di criminalità organizzata era chiaro, una recente sentenza della Corte di Cassazione (la n. 34895 del 2022) lo ha posto seriamente in dubbio. La Cassazione ha infatti affermato, cito testualmente, che possono ‘farsi rientrare nella nozione di delitti di ‘criminalità organizzata’ solo fattispecie criminose associative, comuni e non’, con la conseguenza che devono escludersi dal regime per essi previsti i reati di per sé non associativi, come un omicidio, ‘per quanto commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416-bis c.p. ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dal suddetto articolo’».
«In altre parole – ha proseguito la premier – un omicidio commesso avvalendosi di modalità mafiose o commesso al fine di agevolare un’associazione criminale non sarebbe un delitto di criminalità organizzata, secondo la Cassazione. La sentenza ha ad oggetto il regime delle intercettazioni ambientali, ma afferma principi di carattere generale. E principi del genere si prestano a provocare ricadute molto pesanti per il nostro sistema e per la pubblica sicurezza. Lasciando da parte ogni considerazione di merito, appare evidente come questa decisione si presti a produrre effetti dirompenti su processi in corso per reati gravissimi. Infatti, adottando questo orientamento, per i fatti già commessi verrebbe a cadere tutto il materiale probatorio acquisito sulla base dell’interpretazione precedente, che consentiva l’utilizzo degli strumenti previsti per la lotta alla criminalità organizzata anche in assenza della contestazione del reato associativo. Così, rischiano di andare impuniti per un supposto vizio procedurale delitti della massima gravità. Manifestazioni d’allarme in tal senso iniziano già a pervenire da alcuni tribunali. Per questo motivo si rende necessaria e urgente l’adozione da parte del governo di una norma di interpretazione autentica, che chiarisca una volta per tutte cosa debba intendersi per ‘reati di criminalità organizzata’ e che eviti che gravi reati vadano impuniti per effetto dell’interpretazione di recente avanzata dalla Corte di Cassazione. L’intenzione, d’intesa col ministro della Giustizia, è di inserire questa norma in un decreto legge di prossima approvazione».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO