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Presenti 48 capi di Stato e governo

È in pieno svolgimento l’Europa Building, vertice tra l’Ue e la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (Celac). La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyem, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel e il presidente di turno del semestre europeo Pedro Sanchez hanno dato, ieri 17 luglio, il benvenuto agli ospiti latinoamericani.

In occasione del vertice ha avuto luogo un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica argentino Alberto Fernandez. I due hanno discusso delle opportunità economiche e dei rapporti tra Italia e Argentina, sottolineando il ruolo importante della comunità italiana in Argentina.

Sono circa 48 i capi di Stato e di governo riuniti più i vertici delle istituzioni europee: von der Leyen, Michel, la presidente del Pe Roberta Metsola e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Josep Borrell.

Tra i 33 Paesi membri del Celac sono 10 a non essere rappresentanti da un capo di Stato e di governo. Assenti il presidente nicaraguense Daniel Ortega e il venezuelano Nicolas Maduro, che hanno mandato al posto loro a Bruxelles il ministro degli Esteri e il vice presidente esecutivo.

Al vertice partecipa il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel. Dalla parte europea invece i leader di tutti i Paesi eccetto Estonia e Slovenia.

Nella capitale belga sono giunti i presidenti di Argentina, Colombia, Bolivia, Uruguay e Cile, Alberto Fernández, Gustavo Petro, Luis Arce, Luis Lacalle Pou e Gabriel Boric.

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha partecipato a un incontro di alto livello del Partito socialista europeo in occasione del vertice, in merito alla situazione in Tunisia ha dichiarato: «penso che sia il solito tentativo di esternalizzare le frontiere senza curarsi del rispetto dei principi di democrazia e del rispetto dei diritti delle persone. Non condividiamo un approccio che tende in un’ottica securitaria a focalizzarsi solo sull’aspetto di frenare i flussi migratori, quando al contempo sappiamo quali sono gli sconvolgimenti che la Tunisia sta vivendo dal punto di vista del rispetto della democrazia ma anche economico e sociale. È un approccio che abbiamo già visto in passato, con altri Paesi, con la Turchia e con la Libia».

Per quanto riguarda invece l’amicizia con i Paesi del Sudamerica: «è un’amicizia, una partnership che va molto rafforzata e su questo deve insistere l’Unione europea. Abbiamo affrontato sfide comuni importanti, che ci uniscono anche contro i tentativi dell’estrema destra di scegliersi un nemico al giorno. E sono gli stessi in tutto il mondo: sono le persone diverse, sono le donne emancipate, sono i migranti, adesso sono anche gli ecologisti e le misure contro il cambiamento climatico. Noi qui, invece, abbiamo tanto in comune: abbiamo da prenderci cura delle persone, delle nostre comunità, e riuscire a prenderle per mano attraverso le paure che sta attraversando la nostra società. E quelle paure sono dovute alle grandi trasformazioni che stiamo vivendo».

di: Alice GEMMA

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/ CHIGI PALACE PRESS OFFICE/ FILIPPO ATTILI